Calciomercato
Milan, il Torino bussa in Via Aldo Rossi: richiesta per Origi
Milan, registriamo un tentativo dell’ultima ora per l’attaccante rossonero. Andiamo a vedere quali sarebbero i termini
Non c’è pace, o meglio continuano ad alimentarsi speranze in casa rossonera in merito alla cessione di Divock Origi. In questi ultimissimi giorni di mercato si è registrato un certo fermento per l’attaccante belga, tuttavia alla casella trattative il vuoto più assoluto.
Registriamo, per dovere di cronaca, alcuni interessamenti del Torino per il giocatore in esubero dal Milan. Un contatto con la dirigenza rossonera e con una specifica richiesta, quella di dividere l’ingaggio tra le parti.
Ben sappiamo quanto pesino i 4 milioni per lo stipendio di Origi, ma i rossoneri gradirebbero cedere il giocatore senza sobbarcarsi altri costi.
Seguiremo l’evolversi della vicenda, ma siamo piuttosto scettici in partenza su questa nuova pista italiana.
Calciomercato
Valentín Carboni, l’Inter paga i minuti: la logica dietro il prestito
Il Racing può incassare 200mila dollari ogni quattro presenze valide dell’argentino. I nerazzurri finanziano la continuità di un giocatore che resta interamente di loro proprietà.

VALENTIN CARBONI DEL RACING CLUB CONTENDE IL PALLONE A IGNACIO PAIS DEL BANFIELD (FOTO DI RODRIGO VALLE/GETTY IMAGES)
Il prestito di Valentín Carboni al Racing segue una logica quasi opposta a quella tradizionale: invece di incassare per la cessione temporanea, l’Inter paga quando il proprio giocatore accumula minuti. Il club argentino può ricevere 200mila dollari ogni quattro partite in cui il classe 2005 resta in campo almeno 20 minuti, mentre non dispone di alcun diritto di riscatto sul cartellino.
Dietro questa formula c’è una strategia precisa. I nerazzurri finanziano minutaggio, recupero competitivo e sviluppo di un calciatore sotto contratto fino al 2029. Il denaro va al Racing, ma la crescita sportiva di Carboni resta patrimonio dell’Inter.
Come funziona il bonus da 200mila dollari
Carboni è arrivato al Racing l’8 gennaio 2026, dopo il rientro anticipato dal prestito al Genoa. L’accordo iniziale con l’Inter prevedeva una permanenza ad Avellaneda fino al 31 dicembre 2026, senza costo per il prestito e senza opzione di acquisto.
La particolarità riguarda il cosiddetto derecho de vidriera.
Per ogni blocco di quattro partite da almeno 20 minuti, il club argentino riceve dai nerazzurri 200mila dollari. Le gare non devono necessariamente essere consecutive.
Il primo pagamento è già maturato. Carboni aveva raggiunto la quarta presenza valida il 14 febbraio contro il Banfield, dopo aver accumulato minuti anche contro Gimnasia, Rosario Central e Tigre.
Contro l’Argentinos Juniors, invece, era rimasto in campo soltanto un minuto, insufficiente per far avanzare il conteggio.
L’accordo si allunga fino al 2027
Racing e Inter hanno definito il prolungamento del prestito fino alla fine del 2027, mantenendo il meccanismo economico legato al minutaggio.
Con il precedente termine fissato a dicembre 2026, Carboni sarebbe rientrato formalmente a Milano quasi in coincidenza con la fase finale della riabilitazione. La nuova durata gli permette invece di restare nello stesso ambiente durante il passaggio più delicato: dal recupero medico al ritorno stabile nelle partite.
Cosa compra davvero l’Inter
I nerazzurri pagano soltanto quando Carboni raggiunge una determinata soglia di utilizzo. L’Inter sta quindi investendo direttamente sui minuti di un proprio giocatore.
Il primo vantaggio è la continuità.
In una rosa costruita per competere ai vertici della Serie A e in Europa, garantire al classe 2005 una lunga sequenza di partite sarebbe più complicato. Al Racing può invece ritrovare progressivamente spazio senza occupare un posto nelle rotazioni nerazzurre.
Il secondo vantaggio riguarda lo sviluppo. Partite, ritmo e responsabilità permettono a Carboni di accumulare esperienza competitiva e all’Inter di seguirne la crescita attraverso un campione di minuti molto più significativo.
Il terzo riguarda il valore del cartellino. Più continuità e rendimento aumentano le opzioni a disposizione dei nerazzurri, sia sul piano tecnico sia sul mercato. Il club sostiene il percorso di crescita senza cedere alcun diritto sul giocatore.
L’infortunio ha reso i minuti ancora più importanti
Prima dello stop Carboni aveva disputato cinque partite per complessivi 204 minuti con il Racing.
A fine febbraio, durante un allenamento, ha riportato la rottura completa del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e una lesione parziale del collaterale esterno.
L’argentino ha scelto di operarsi e svolgere la riabilitazione in Argentina, rimanendo all’interno dell’ambiente Racing.
Dopo un infortunio di questa gravità il recupero non termina con il ritorno agli allenamenti. Carboni deve ritrovare ritmo gara, intensità e continuità attraverso le partite.
Il prolungamento fino al 2027 evita un altro cambio di ambiente proprio durante questa fase e permette al club argentino di accompagnarlo dal recupero fisico al pieno ritorno all’attività agonistica.
Racing guadagna, il cartellino resta all’Inter
Il punto che completa la logica dell’operazione è l’assenza di un diritto di riscatto.
Il Racing riceve un bonus quando Carboni raggiunge le soglie di minutaggio previste, ma non dispone di una cifra prestabilita per acquistarlo definitivamente.
Il giocatore resta legato all’Inter fino al 30 giugno 2029.
Questo lascia ai nerazzurri il controllo sul passo successivo. Al termine dell’esperienza argentina l’Inter avrà un Carboni con un percorso di recupero completato e nuovi minuti alle spalle, potendo decidere se inserirlo nel progetto tecnico oppure utilizzare il suo valore sul mercato.
L’Inter paga per trasformare i minuti in valore
I 200mila dollari non sono semplicemente il costo di un prestito insolito.
Sono un incentivo costruito attorno all’obiettivo principale dell’operazione: far giocare Carboni.
Il Racing ha un motivo sportivo ed economico per concedergli spazio, il giocatore può ricostruire continuità dopo il lungo stop e l’Inter sviluppa un talento che continua a essere di sua proprietà.
È questa la logica del prestito “al contrario”: l’Inter paga il Racing per i minuti di Carboni, perché quei minuti servono a far crescere un patrimonio che resta nerazzurro.
Calciomercato
Juventus, Neto per l’emergenza portieri: Di Gregorio può riaprire il mercato
La Juventus valuta Neto dopo l’infortunio di Grabara: il brasiliano è la pista più concreta tra gli svincolati, mentre Di Gregorio fatica a trovare spazio al Bournemouth.

MICHELE DI GREGORIO DELLA JUVENTUS ESULTA DOPO IL GOL DEL COMPAGNO KENAN YILDIZ (FOTO DI VALERIO PENNICINO/GETTY IMAGES)
Il ko di Grabara riapre il mercato dei portieri
Il 19 settembre Grabara ha riportato in allenamento un trauma distorsivo al ginocchio destro. Gli esami al J|medical hanno evidenziato una lesione del legamento crociato anteriore.
La Juventus non ha ancora comunicato i tempi di recupero. L’infortunio basta comunque a costringere la dirigenza a rivedere subito le alternative tra i pali.
Il polacco aveva debuttato appena due giorni prima, titolare nel 5-0 contro il NEC Nijmegen in Europa League. Dal suo lancio lungo era nata anche l’azione dell’1-0 di Nico Gonzalez.
Tra le soluzioni a parametro zero torna così d’attualità Neto, 37 anni, senza contratto dopo l’esperienza al Botafogo. Il brasiliano conosce già Torino: tra il 2015 e il 2017 ha collezionato 22 presenze in bianconero.
Non c’è però ancora un annuncio ufficiale. Neto resta la pista indicata in pole tra gli svincolati, non un acquisto già definito.
Di Gregorio, 84 presenze alla Juventus e appena 90 minuti al Bournemouth
Il 25 agosto la Juventus aveva ceduto Di Gregorio al Bournemouth dopo due stagioni e 84 presenze complessive in bianconero. In Inghilterra, tuttavia, il portiere italiano non è ancora riuscito a scalzare Đorđe Petrović.
Di Gregorio ha giocato una sola gara ufficiale: il 4-0 sul Lincoln City dell’8 settembre in Carabao Cup, chiuso senza subire reti. Petrović è rimasto invece titolare in Premier League contro Brentford e Liverpool, oltre che nel 2-1 sul campo della Real Sociedad in Europa League.
Il bilancio dopo le prime settimane è dunque di 90 minuti ufficiali per l’ex Juventus. È presto per parlare di bocciatura, ma il dato rende il suo futuro un dossier da seguire anche da Torino.
Il Bournemouth ha un diritto, non un obbligo di riscatto
È la formula dell’operazione a lasciare aperto lo scenario. Il Bournemouth ha versato 1,3 milioni di euro per il prestito fino al 30 giugno 2027, cifra che può salire di altri 800mila euro al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi.
Il club inglese dispone inoltre della facoltà di acquistare Di Gregorio a titolo definitivo per 12,7 milioni, più un massimo di 1,5 milioni di bonus. Non esiste quindi alcun obbligo di riscatto.
Questo non significa che il Bournemouth abbia già deciso di rimandare il portiere alla Juventus: non ci sono comunicazioni in tal senso. Significa solo che la sua permanenza in Inghilterra oltre giugno 2027 dipenderà da una scelta futura del club.
Neto per il presente, Di Gregorio resta una variabile per il 2027
Il paradosso della Juventus nasce proprio da qui. In estate il reparto era stato ridisegnato, con le partenze di Di Gregorio e Mattia Perin e l’arrivo di Grabara: meno di un mese dopo, il grave infortunio del polacco ha già reso necessario un nuovo intervento.
Neto rappresenterebbe una soluzione immediata, utile a completare la rosa senza attendere la prossima finestra di mercato. Di Gregorio riguarda invece la programmazione futura: se il Bournemouth eserciterà il diritto di riscatto, il dossier si chiuderà, altrimenti nell’estate 2027 la Juventus potrebbe ritrovarsi tra le mani un portiere lasciato partire dopo 84 presenze.
Non è ancora uno scenario da dare per probabile. Ma tra i pochi minuti concessi finora in Inghilterra e una formula senza obbligo d’acquisto, resta una variabile che la dirigenza dovrà tenere presente quando tornerà a pianificare la propria porta.
Calciomercato
Roma, Guerreiro torna nel mirino: occasione a zero, ma senza fretta
Il portoghese è libero da contratto dopo tre anni al Bayern Monaco: piace anche all’Olympiacos, mentre Trigoria continua a monitorare il monte ingaggi.

RAPHAËL GUERREIRO DEL BORUSSIA DORTMUND ESULTA DOPO AVER SEGNATO SU CALCIO DI RIGORE (FOTO DI LARS BARON/GETTY IMAGES)
La Roma guarda di nuovo a Raphaël Guerreiro: il 32enne portoghese, svincolato dopo l’addio al Bayern Monaco, rappresenta un’occasione a parametro zero. Al momento non risultano offerte né una trattativa avanzata, e a Trigoria il mercato degli svincolati resta aperto senza necessità di accelerare.
Guerreiro torna tra i profili valutati a Trigoria
Il nome era già stato accostato ai giallorossi nelle scorse settimane ed è tornato d’attualità nelle ultime ore. L’ex Bayern può giocare da terzino sinistro e anche a centrocampo, una duttilità che potrebbe offrire nuove soluzioni a Gian Piero Gasperini.
Il portoghese ha chiuso in estate la sua esperienza in Baviera, dopo che il Bayern aveva annunciato il 30 marzo il mancato rinnovo del contratto in scadenza. A quell’annuncio, Guerreiro aveva collezionato 89 presenze, 12 gol e 8 assist con il club tedesco. La pista resta però soltanto un’indiscrezione di mercato: non risultano accordi contrattuali, visite mediche o offerte formalizzate.
Il monte ingaggi resta la priorità dei giallorossi
Un parametro zero permette di evitare il costo del cartellino, ma comporta comunque spese legate a stipendio, bonus ed eventuali commissioni. Per la Roma questo aspetto continua a pesare nelle scelte di mercato.
Il ds Tony D’Amico, nella conferenza stampa del 2 settembre, ha spiegato che il club ha ridotto il monte ingaggi del 15%, quasi 20 milioni di euro, sottolineando come nei rapporti con la UEFA non conti soltanto il costo dei trasferimenti. D’Amico aveva inoltre lasciato aperta la porta agli svincolati: “Valutiamo quello che c’è tra gli svincolati, ma affronteremo il tutto un po’ più avanti”. Il quadro suggerisce quindi prudenza, senza però permettere di dire che siano già le richieste economiche di Guerreiro a frenare un’intesa.
Anche l’Olympiacos osserva il portoghese
Sul giocatore viene segnalato pure l’interesse dell’Olympiacos, ma anche in questo caso le informazioni disponibili parlano di un profilo valutato, non di una trattativa avviata. Per Guerreiro si apre quindi una possibile corsa tra club pronti a sfruttare l’occasione a parametro zero.
La sua esperienza resta comunque di livello: oltre ai tre anni al Bayern, il portoghese ha vissuto sette stagioni al Borussia Dortmund ed è stato campione d’Europa con il Portogallo nel 2016.
Perché il profilo interessa alla Roma
Sul piano tecnico, Guerreiro offre una caratteristica precisa: è un mancino naturale capace di coprire più posizioni sulla corsia sinistra. D’Amico aveva ammesso a inizio settembre che la rosa era ancora leggermente corta, ammettendo che “un giocatore probabilmente manca” dopo il mancato arrivo di un altro esterno.
Guerreiro può quindi rientrare nell’identikit cercato dalla dirigenza, ma la situazione resta in una fase preliminare. Il giocatore è disponibile, l’interesse viene segnalato e la concorrenza dell’Olympiacos esiste: per parlare di trattativa, servono ancora segnali più concreti.
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