Milan, tutti i perché di una scelta giusta da parte di Cardinale. Sconcerto fra i tifosi, ma la nuova direzione ha una logica.
Lo tsunami che ha stravolto gli assetti dirigenziali di
Via Aldo Rossi ha colto di sorpresa tifosi, addetti ai lavori e semplici appassionati. Nessuno si aspettava gli esoneri di
Maldini e
Massara. Tranne chi conosceva le dinamiche interne.
Fino a quando la gestione rossonera è stata in mano alla famiglia
Singer e a
Gazidis le cose hanno funzionato, in virtù di rapporti cordiali e costruttivi. Con
Cardinale e
RedBird tutto è cambiato,
come era prevedibile.
Non è mai scattato il giusto feeling fra il nuovo proprietario e
Maldini, troppo diversi fra loro. L'americano con una mentalità imprenditoriale e spinto verso la novità. Come gli acquisti fatti in base
ai dati analitici dei giocatori.
La bandiera rossonera ancorata a un lavoro di intuizioni e di esperienza maturata sul campo. Visioni diverse, in tutto e per tutto. Che hanno portato all'epilogo maturato nella giornata di ieri, con gli addii di
Maldini e
Massara.
Manca l'ufficialità, il tentativo di mediazione di Furlani e Scaroni
In attesa del
comunicato ufficiale da parte della proprietà americana, il presidente
Scaroni e l'amministratore delegato
Furlani hanno impiegato le ore della notte per spingere
Cardinale ad una attenta riflessione.
Ferma restando la volontà dell'italoamericano di strutturare diversamente la dirigenza operativa con la promozione dello stesso
Furlani e di
Moncada quali uomini mercato, non si può trascurare quello che rappresenta
Maldini.
Questo è quello che hanno cercato di far comprendere al patron, ma sembra che non si muova dalla posizione presa. Gli americani per mentalità sono decisionisti, parlano poco e
agiscono andando dritti per la loro strada.
Cardinale riconosce il lavoro svolto da
Maldini e
Massara, ma ritiene che non ci siano i presupposti per onorare l'ultimo anno di contratto. Proprio in virtù di caratteri diversi, idee opposte e visioni di mercato non comuni.
Agire ora per non perdere tempo prezioso nella programmazione 2023-24, la posizione di Pioli
La scelta operata ha un senso logico, un modo per non perdere tempo nelle strategie di programmazione della
stagione 2023-24. L'anno scorso il rinnovo arrivato all'ultimo di
Maldini e
Massara condizionò il mercato.
Adesso
Cardinale non vuole ripetere l'esperienza e ha preferito darci un taglio netto. Le operazioni imbastite dai vecchi uomini mercato,
Kamada su tutti, saranno portate avanti da
Furlani e
Moncada in prima persona.
Tra l'altro i nuovi uomini di mercato non sono pivelli qualsiasi. Il primo è stato decisivo per il rinnovo di
Leao, il secondo è quello che di fatto ha portato in rossonero
Maignan, Kalulu, Tomori e
Cuenca.
Al vaglio la posizione di
Pioli, l'allenatore ha chiesto una pausa di riflessione. Gode della stima del club, ma ha perso tutti i punti di riferimento. Non solo la coppia di mercato, ma anche
Ibrahimovic.
Ha il destino nelle sue mani.