Il bomber Osimhen si avvia verso l’addio a fine stagione: prima il titolo con il Gala, poi sarà asta internazionale. Napoli irremovibile sul prezzo.
Il centravanti nigeriano è pronto a scrivere l’ultimo capitolo della sua esperienza al Galatasaray. L’attaccante nigeriano, in prestito dal Napoli, lascerà Istanbul al termine della stagione, ma prima vuole trascinare i giallorossi alla conquista del 25° titolo turco della loro storia.
Nell’ultima vittoria per 2-0 in casa del Samsunspor, Osimhen ha segnato ancora, salendo a quota 21 gol in campionato e 29 stagionali. Dopo il match, l’ex Napoli ha lasciato intendere l’addio: “Ora vivo il momento. I tifosi mi hanno dato tanto, resteranno sempre nel mio cuore. Poi prenderemo la decisione migliore per tutti”.
Che futuro per Osimhen?
Il futuro è ancora da scrivere, ma sicuramente non sarà a Napoli. Nonostante il contratto in scadenza nel 2027, il club partenopeo non intende trattenerlo e ha fissato una clausola rescissoria da 75 milioni di euro, senza margini di sconto.
Aurelio De Laurentiis ha inoltre chiuso ogni porta alla Juventus, intenzionata a tentare il colpo con Giuntoli, ex dirigente azzurro: “Mai alla Juve”, ha ribadito il presidente. Parole forti, per evitare un ulteriore caso simile a quello di Higuain nell'estate del 2016.
VICTOR OSIMHEN ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS)
Chi vuole Osimhen dovrà quindi mettere sul piatto un investimento imponente, tra cartellino e ingaggio. Al momento l'attaccante guadagna 6 milioni al Galatasaray, ma a Napoli ha un contratto da 10 milioni netti a stagione più bonus.
Per la Juventus, l’unico spiraglio potrebbe aprirsi solo con una doppia cessione importante (Vlahovic e Douglas Luiz) e il ritorno in Champions. Intanto, Osimhen guarda avanti, ma con l’obiettivo chiaro di chiudere in bellezza la sua avventura turca.
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Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.