La Roma chiude per Santiago Castro a titolo definitivo: l'argentino arriva dal Bologna, mentre Artem Dovbyk percorre la strada opposta in prestito con diritto di riscatto fino a giugno 2027.
ARTEM DOVBYK DELLA ROMA DURANTE LA PARTITA CONTRO IL BOLOGNA FC 1909 (FOTO DI LUCIANO ROSSI/AS ROMA VIA GETTY IMAGES)
Le cifre dell'operazione Castro
L'affare tra Roma e Bologna per Castro si basa su 35 milioni di euro, più bonus. Al club rossoblù resta inoltre riconosciuto il 10% su una futura rivendita del giocatore.
Si tratta quindi di un trasferimento a titolo definitivo: i giallorossi acquisiscono il pieno controllo del cartellino, mentre il Bologna incassa da subito e conserva un interesse economico sul futuro dell'attaccante. Castro, classe 2004, ha già maturato esperienza in Serie A e in Europa proprio con la maglia rossoblù, e la Roma investe su un profilo giovane e ancora valorizzabile nelle prossime stagioni. Restano da completare visite mediche, firma e deposito dei documenti prima dell'annuncio ufficiale.
Dovbyk in prestito: la formula del Bologna
Dovbyk ha invece accettato la proposta del Bologna e martedì è atteso per le visite mediche. L'intesa con la Roma prevede un prestito fino a giugno 2027 con diritto di riscatto.
Questa formula permette al club emiliano di inserire subito un centravanti senza reinvestire immediatamente parte dei 35 milioni incassati dalla cessione di Castro. L'impegno iniziale riguarda il prestito e la gestione dell'ingaggio, mentre la decisione sul cartellino viene rinviata a fine stagione.
Perché Castro e Dovbyk non sono contropartite
La contemporaneità delle due trattative può suggerire uno scambio, ma i contratti seguono percorsi separati. Castro viene acquistato a titolo definitivo, Dovbyk passa in prestito con diritto di riscatto, e il valore dell'argentino non viene compensato formalmente dal trasferimento dell'ucraino.
Anche la cronologia della trattativa conferma la distinzione: i contatti per Castro erano già avanzati prima che Dovbyk diventasse la soluzione scelta dal Bologna per sostituirlo. L'operazione per l'argentino, in altre parole, avrebbe potuto concludersi anche senza il passaggio dell'attaccante ucraino in Emilia.
Due strategie di mercato opposte
La Roma immobilizza risorse su un calciatore di proprietà, offrendo a Gian Piero Gasperini un attaccante più giovane, mobile e già inserito nel contesto della Serie A. Il Bologna segue invece una logica differente: monetizza Castro, conserva il 10% su una futura rivendita e coprire il vuoto in attacco con un prestito che lascia margine di manovra.
Il diritto di riscatto consentirà alla dirigenza rossoblù di valutare Dovbyk nel corso della stagione prima di una decisione definitiva. Non è dunque un semplice movimento di due centravanti in direzioni opposte, ma due strategie che si completano: la Roma investe su un nuovo asset, il Bologna ottiene liquidità mantenendo flessibilità sul proprio attacco. Staremo a vedere come le due squadre gestiranno i rispettivi nuovi arrivi.
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