Roma, Wijnaldum: "Un onore essere allenato da Mourinho. Klopp mi definì perfetto"

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Roma, Wijnaldum: "Un onore essere allenato da Mourinho. Klopp mi definì perfetto"
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Wijnaldum, neoacquisto giallorosso si è presentato subito in conferenza stampa per parlare della stagione che sta per iniziare ma anche di Mourinho. Queste le parole di Tiago Pinto: "Penso che al contrario di quanto detto nelle altre conferenze stampa, questa è stata una trattativa lunga e a me non piacciono. C'era una grande voglia da ambo le parti di chiudere, specie di Wijnaldum. Quando uno del suo livello ha lottato tanto per venire qui, significa che il nostro progetto ha guadagnato questa credibilità. Sono stanco, ma felice di averlo portato qui. Adesso sta a lui allenarsi e a essere a disposizione del mister". Qual è  il tuo livello di forma?  "Non ho fatto la preparazione estiva mia, ma non vuol dire che non ho lavorato. Ho fatto un lavoro a parte. Mentalmente mi sento pronto, poi dobbiamo vedere come evolvono le cose durante la settimana. Da parte mia c'è la disponibilità, poi bisogna sentire il parere dei medici e anche quella del mister". Klopp ti ha definito il centrocampista perfetto? "È difficile definire il centrocampista perfetto. Probabilmente per il Liverpool lo ero, per un'altra squadra magari no perché ha un altro tipo di gioco. Certo che se lo dice Klopp la cosa mi ha lusingato. Cercherò di essere il centrocampista perfetto per la Roma". La Serie A non le sembra un campionato di seconda fascia? Cosa ti ha convinto? "Ho parlato Salah e Strootman e mi hanno parlato della città in termini entusiastici. Ho parlato con Hakimi che ha giocato all'Inter e mi ha parlato molto bene e mi ha convinto. Ho giocato col Liverpool contro la Roma e l'atmosfera fu fantastica.Quello che conoscevo di questo club è che si sarebbe giocato in uno stadio con dei tifosi fantastici. Mi sono sentito apprezzato e voluto e questo ha portato alla mia decisione, l'impegno profuso dal GM Pinto. È difficile per me dire se la Serie A sia di seconda fascia, perché non ci ho mai giocato. La Premier è una delle più competitive e lo posso dire perché ci ho giocato, per la Serie A è ancora difficile da dire". Quale caratteristica può essere più utile per la Roma?  "Prima di tutto sono arrivato in una squadra con ottimi giocatori. Da come intende giocare la Roma le mie caratteristiche ben si sposano con i centrocampisti che devono fare le due fasi, cosa che sono abituato a fare, ma che necessita una condizione fisica ottimale. Le mie caratteristiche si prestano molto bene alle necessità della squadra". Questa sarà una stagione particolare. Avete parlato con Mourinho di come affrontare l'inizio della stagione? La chiamata di Mourinho? "Penso che sia importante partire molto bene in stagione, anche se poi è ancora più importante essere regolari e crescere nel corso della stagione, perché ci saranno delle difficoltà, vittorie, sconfitte, si giocherà bene, meno bene, ci saranno infortuni, magari si dovrà cambiare gioco, quindi l'importante sarà la regolarità. Il Mondiale sarà in inverno per cui ci sarà una sosta di diverse settimane a novembre, per cui sarà difficile mantenere questa regolarità, ma non sarà impossibile. Con Mourinho ci siamo sentiti a giochi fatti. Mi ha chiamato per ringraziarmi del mio interesse di venire qui, poi quando sono arrivato abbiamo parlato di calcio. Qualsiasi giocatore vorrebbe essere allenato da un allenatore come lui". Com'è stato l'impatto con l'Olimpico e come sono andati i primi giorni coi nuovi compagni? "L'atmosfera è stata speciale, sapevo perché ci avevo giocato in Champions, ma mi ha lasciato sbalordito il benvenuto. Sono un tipo timido e questo calore mi ha sorpreso. Il giorno in cui sono arrivato in hotel ho raggiunto la squadra che era a cena in un ristorante e anche loro hanno dimostrato di essere contenti per il mio arrivo. Gli ho fatto una sorpresa e tutti sono stati cordiali con me. Sensazioni molto buone".
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