L'abolizione del decreto crescita ha fatto discutere e non poco tra le file delle dirigenze dei club della Serie A, ma c più grande: il vincolo a livello giovanile.
L'abolizione del decreto crescita ha creato stupore nelle dirigenze delle squadre di Serie A e non è il problema più grande.
Come ha dichiarato ieri l'ad del Sassuolo
Giovanni Carnevali prima della partita contro il Milan, è nato forse un problema più grande per le società, ossia il vincolo sportivo:
"
C'è il problema del vincolo a livello giovanile che secondo me è più importante del Decreto Crescita, perdiamo giocatori che cresciamo e poi vanno all'estero.
Dovremmo essere sempre coordinati, ma purtroppo non lo siamo e ci troviamo impreparati. L'importante è la strategia, non cambiare il modo di lavorare".
Vincolo abolito
Il D.lgs. 36/2021 ha stabilito la nascita della nuova figura del "lavoratore sportivo" a discapito del "vincolo sportivo", che è stato abolito.
In sostanza,
viene a cadere quello che prima era un accordo di esclusività a cui un giocatore doveva sottostare al momento della firma con una società, sia in ambito professionistico, sia dilettantistico.
Ciò riguardava i cosiddetti
"giovani di serie", ossia i calciatori che prendevano accordi con una società a partire dal 14° anno d'età e che, obbligatoriamente, restavano legati alla stessa fino al 19° anno d’età.
Con l'abolizione del vincolo sportivo (1 luglio 2023),
i calciatori sono costretti a sottostare alle due stagioni sportive solo se sono diventati "giovani di serie" prima del compimento del 15° anno.
In tutti gli altri casi sono
liberi di lasciare le società
dopo solo una stagione sportiva, a meno che non sottoscriva
un contratto di apprendistato di massimo tre stagioni.
Contratto che, per la società, è un costo.
Per i club questo cambiamento porta a due problemi non indifferenti.
Il primo:
non c'è più la certezza di mantenere i propri giovanifino ai 19 anni e, di conseguenza, di
incassare dalla loro cessione.
Il secondo: Il loro eventuale mantenimento
non è più gratuito, ma diventa un costo, dal momento che
è obbligatorio stipulare un contratto di apprendistato a partire dai 16 anni d'età.
