Dopo la separazione con la nazionale italiana, la pausa di Luciano Spalletti sembra poter essere terminata. Dopo il 3-0 subito contro la Norvegia, la notizia dell'esonero del tecnico toscano, nonostante fosse nell'aria, aveva colto impreparato il panorama calcistico del nostro paese, dato che arrivava praticamente una settimana dopo agli annunci di molte panchine, che avrebbero potuto cambiare i propri piani qualora avessero saputo prima della possibilità di ingaggiare l'ex campione d'Italia 2023 con il Napoli.
Dopo un'estate passata all'ombra dei riflettori, e con la panchina della nazionale affidata a Gennaro Gattuso, sembra arrivato il momento per Spalletti di poter tornare in panchina. Cade a pennello la notizia dell'esonero di José Mourinho dalla guida del Fenerbahçe, che dopo non essere riuscito a invertire la rotta mancando ancora una volta Il ritorno in Champions League dopo anni di digiuno. La partita contro il Benfica che ha deciso il destino della squdra, è costata cara allo Special One, che così, solamente dopo due stagioni alla guida del club di Istanbul, è stato sollevato dal suo incarico.
Secondo quanto riferisce la redazione sportiva di Mediaset, uno dei profili che sta valutando la dirigenza turca per sostituire Mou, sembrerebbe essere proprio quello di Luciano Spalletti. Con il tecnico ci starebbe pensando seriamente, anche perché desideroso provare a rilanciare il club.
Non sarebbe comunque la prima panchina estera per Spalletti, dato che dal 2009 al 2014 fu allenatore dello Zenit San Pietroburgo in Russia, portando il club a vincere 1 Coppa di Russia, 2 campionati e 1 Supercoppa di Russia.
Non solo Spalletti, ecco l'altro candidato
Non solo Spalletti, ma l'Italia rimane e si conferma un vettore importante nelle decisioni del club. Così come con Mourinho e Spalletti, un altro allenatore con un passato italiano sembrerebbe essere tra i candidati. Ma non solo: di fatti, come prima Mourinho e Spalletti, anche l'altro nome in lizza, ovvero Sérgio Conceição, ha avuto a che fare con la maglia dell'Inter, dato che vi giocò dal 2001 al 2003, prima di diventare poi allenatore dell'altra squadra meneghina.







