Il Torino spinge per Ngonge puntando sul legame con Baroni. Il nodo resta la formula. Il Napoli vuole l’obbligo di riscatto. Il Bruges è pronto a inserirsi.
Puntare sui legami
Il calciomercato non è solo una questione di numeri e formule. Ma anche di ricordi, rapporti e fiducia. Ed è proprio su questo terreno che il Torino sta costruendo il suo vantaggio nella corsa a Cyril Ngonge. Mentre il Bruges osserva con attenzione, i granata si affidano a un legame che potrebbe fare la differenza: quello tra l’esterno belga e Marco Baroni.
I due si conoscono bene: all'Hellas Verona, Baroni è stato il tecnico che ha valorizzato Ngonge, facendolo rendere al meglio in un contesto tecnico-tattico che ne ha esaltato le qualità. Un’esperienza che il classe 2000 ricorda con piacere. Soprattutto dopo l’ultimo anno e mezzo trascorso a Napoli, dove tra alti e bassi, le sue prospettive sembrano ulteriormente ridimensionate.
L'offerta del Torino
Il Torino ha messo sul tavolo un’offerta chiara: prestito oneroso a 1 milione, con diritto di riscatto fissato a 7-8 milioni. Ma il Napoli, finora, non molla. La volontà è cedere solo con obbligo di riscatto. Una differenza non banale, che ha congelato la trattativa e apre spiragli a possibili inserimenti esterni. Il Bruges, su tutti, che osserva pronto a cogliere l’occasione.
Serviranno nuovi incontri per sbloccare l’impasse e trovare una formula che soddisfi entrambe le parti. Intanto, a Torino si lavora anche su altri fronti: per Oristanio, ad esempio, la concorrenza di Parma e Sassuolo è tutt’altro che marginale, e il mercato in entrata granata resta ancora in pieno fermento. Ngonge-Baroni, atto secondo? La risposta è tutta una questione di dettagli.







