Solet chiede la cessione dopo l’addio di Thauvin, l’Udinese ha già in mente un nome su cui puntare per fermare l’effetto domino in difesa.
Piove sempre sul bagnato
L’estate dell’Udinese, sarebbe dovuta partire serenamente verso una stagione di rilancio. E invece si sta trasformando in un percorso a ostacoli. Ebbene si, proprio a dieci giorni dalla sfida di Coppa Italia contro la Carrarese. E con l’esordio in campionato del 25 agosto contro il Verona già segnato in rosso sul calendario. Oggi, la società friulana si trova a fronteggiare una nuova grana. Infatti, Omar Solet ha chiesto ufficialmente di essere ceduto. L'ultima di una serie di sventure.
Il difensore francese, 25 anni, era arrivato a Udine lo scorso gennaio da svincolato dopo l’esperienza al Salisburgo. Aveva, poi, conquistando subito spazio e consensi grazie alla combinazione di fisicità, velocità e personalità. Un colpo a costo zero firmato Gino Pozzo, che aveva fatto pensare a una storia duratura: contratto fino al 2027 e tentativo, già a fine maggio, di prolungarlo fino al 2028 con opzione per un’ulteriore stagione. Proposta respinta. E ora? Ora, la rottura si è materializzata. Complice la partenza dell’amico e connazionale Florian Thauvin verso il Lens con un ricco triennale da due milioni netti a stagione.
Udinese: abbandoni e sostituzioni
Il rischio per l’Udinese è di aprire un effetto domino in difesa. Dopo le partenze già ufficiali di Jaka Bijol e Lorenzo Lucca, il pacchetto arretrato perde anche Lautaro Giannetti, prossimo all’Antalyaspor dopo aver superato la concorrenza del Trabzonspor. Troppi addii per una squadra che ha nella solidità uno dei pilastri del proprio progetto.
Per evitare il collasso, c'è già un nome: i fari sono puntati su Axel Witsel. Il belga, reduce dall’esperienza all’Atletico Madrid, è svincolato e gradirebbe approdare in Serie A, spinto anche dalla volontà del ct Rudy Garcia di rivederlo protagonista in un campionato competitivo. E quale occasione migliore? L’Udinese, non perde tempo, e gli propone un anno di contratto con opzione per il secondo, utilizzando come base i 2,31 milioni lordi liberati dall’uscita di Thauvin. Il nodo resta l’ingaggio, ma la volontà di chiudere in fretta c’è. Ed è necessaria perchè dirigenza sa che il tempo stringe.







