Da diversi giorni in casa Milan serpeggia la volontà della società di investire su un forte rincalzo per Brahim Diaz, e in merito a questo, Isco si candida.
Il calciatore, che al
Real trova poco spazio per mostrare le proprie qualità, si è fatto avanti per potersi
aggregare alla rosa di Pioli.
Maldini e Massara hanno in effetti la necessità di investire sulla panchina, per consegnare al proprio allenatore una rosa completa sotto tutti i punti di vista, e
non solo per rinforzare l'11 titolare che, peraltro, sta ampiamente dimostrando di meritare la fiducia che dirigenza e area tecnica hanno investito,
ma anche e soprattutto per coloro che subentrano, per dare man forte agli imprescindibili.
Uno di questi poteva essere proprio
Isco, nome tutt'altro che nuovo nell'ambiente rossonero, che ha ricevuto una risposta secca in merito alla sua candidatura.
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Nonostante la volontà di dare nuovo lustro alle riserve,
la risposta della dirigenza alla naturale candidatura dello spagnolo è un secco no, con questa risposta che trova giustificazioni in diverse argomentazioni: la prima è certamente legata
all'impiego che lo stesso calciatore vorrebbe ottenere, trasferendosi all'ombra della madonnina, ovvero un
posto da titolare, il quale gli consentirebbe di giocarsi le proprie chance per tornare in nazionale.
L'altra è costituita dai
costi davvero improponibili che lo stesso spagnolo vorrebbe raggiungere, ma che
il Milan non può in alcun modo permettersi, che inoltre investirebbe ben volentieri in
altri settori del campo, che necessitano più urgentemente di nuovi interpreti che ne colmino le lacune.
Ennesimo "no" dunque per Isco, che scorge l'ombra incombente dei trent'anni, ed è suo malgrado legato ad un club che
non lo vede più come una pedina imprescindibile, relegandolo così ad una scomoda panchina.