Vlahovic, la Fiorentina al lavoro per il rinnovo
Una delle questioni di maggiore interesse nel mondo viola è quella riguardante il rinnovo di
Dusan Vlahovic. La Fiorentina sta lavorando per garantirsi la
permanenza del bomber Serbo negli anni a venire. La punta viola ha il contratto in scadenza nel 2023, dunque parlare di reale rischio di perdita a parametro 0 per la Fiorentina è ancora prematuro, ma il timore che
qualcosa possa ostacolare la trattativa è dietro l'angolo.
Vlahovic Rinnovo: l'offerta
L'offerta avanzata dalla
Fiorentina è attualmente quella di un contratto pluriennale a 4 milioni di euro a stagione, inclusi di parte fissa e bonus, più un indennizzo al procuratore
Darko Ristic di 3 milioni di euro per la commissione dell'affare. Offerta non ancora ufficialmente accettata dal calciatore, che vuole riflettere bene sul suo futuro. Nonostante ciò il calciatore non ha nascosto il suo affetto nei confronti del club viola. In una recente intervista a
DAZN afferma "Noi dei Balcani usiamo più il cuore del cervello, per questo sono rimasto a Firenze. Penso che qui posso crescere ancora e fare altri passi avanti". Inoltre è da rammentare come il bomber serbo abbia rifiutato le avanche di prestigiosi club internazionali quali Tottenham e Atletico Madrid, proprio per continuare, e forse ultimare, il suo percorso di crescita alla Fiorentina.
I numeri dell'attaccante
Dusan si è accasato alla Fiorentina nell'estate del 2018, arrivando dal Partizan di Belgrado per una cifra poco inferiore ai due milioni di euro. Dopo un primo anno in cui ha militato presso la primavera viola, il calciatore ha iniziato la sua crescente evoluzione fino a diventare il bomber affermato che è oggi. Alla Fiorentina, in carriera, ha collezionato 34 gol e 4 assist in 90 presenze. Numeri che sono iniziati a divenire sempre più continui alla crescita dalla seconda parte della stagione 2019-2020.
La volontà del giocatore fa ben sperare i tifosi viola di un suo possibile imminente rinnovo, anche per allontanare possibili voci di mercato e rischiare di veder ripetere un caso "Chiesa 2", ma probabilmente sarà necessario un ulteriore sforzo da parte della dirigenza.