Il Barcellona saluta la Champions dopo una sfida memorabile contro l’Inter. Le idee di Flick restano, ma diventano il punto debole nel momento decisivo.
Il
Barcellona esce dalla
Champions League dopo una doppia sfida incredibile con l’
Inter, che ha visto però i blaugrana arrendersi ai supplementari, dopo 120 minuti vissuti a ritmi folli. Se da un lato l’
Inter ha mostrato più fame, coraggio e spirito di sacrificio, dall’altro sono state le scelte iniziali di
Flick a indirizzare subito la gara.
Nei primi minuti sembrava di assistere a un replay dell’andata:
Inter compatta, ordinata e pronta a colpire con ferocia alle spalle dell’altissima linea difensiva catalana. Ed è proprio così che nascono i due gol nerazzurri: prima
Dumfries, poi
Lautaro, perfetti nella scelta dei tempi di inserimento.
Lo stesso copione dell’andata, quasi a dare l’impressione che
Flick non l’avesse nemmeno preparata. Anche stavolta, il
Barça ha rimontato, affidandosi, strano a dirsi, a due cross che hanno colto impreparata la difesa interista. Ma dietro quel pressing costante e quella fedeltà incrollabile alle idee, si è nascosta la fragilità che ha deciso il match.
Barcellona, la coerenza che diventa trappola
Il
Barcellona non ha mai abbandonato la propria identità, nemmeno quando le cose si sono messe male. Nel secondo tempo, con l’
Inter stanca e incapace di costruire da dietro, sembrava anche che le idee di
Flick stessero pagando. Il gol di
Raphinha all’87esimo sembrava il timbro sulla finale.
E invece, proprio nel momento in cui tutto sembrava sotto controllo, l’identità blaugrana è diventata una trappola. Perché mentre
Yamal centrava un palo in contropiede al 92esimo, la difesa si è fatta trovare impreparata sull’azione successiva: 4 contro 4, un solo difensore in area, e
Acerbi che anticipa tutti per segnare il 3-3 al 93esimo.
Un gol che ha riscritto la storia della partita. Nei supplementari il copione è rimasto lo stesso, ma stavolta a pagare la stanchezza, anche mentale, è stato il
Barcellona, forse già convinto di averla vinta. E così l’
Inter ha colpito ancora con
Frattesi.
La fedeltà alle idee non basta
Il
Barcellona è arrivato a un passo dalla finale con la forza delle proprie idee. Ma proprio quelle idee, seguite fino in fondo, lo hanno condannato.
Flick aveva tutte le ragioni del mondo fino al 92esimo, ma il calcio è anche questione di letture, di adattamenti, di momenti. E nel momento chiave, il Barcellona ha continuato a seguire un copione scritto troppo tempo prima, senza la lucidità di riscriverlo.