Dopo il Manchester City, stavolta sarà il PSG di Luis Enrique l'avversario dell'Inter nella prossima finale di Champions. Tuttavia, i parigini, senza Mbappé e più "umani", non sono più gli stessi.
Due anni fa fu il Manchester City a stroncare i sogni dell’Inter di Simone Inzaghi. Oggi, sul cammino verso la gloria europea, c’è un’altra potenza costruita coi petroldollari, ovvero il Paris Saint-Germain. Allenati da Luis Enrique, i parigini ricordano da vicino il Barcellona degli anni d’oro, ma con un volto nuovo, più corale e meno ingombrante.
Il "nuovo" PSG
Niente più
Mbappé – volato a Madrid – e spazio a un attacco dinamico formato da
Kvaratskhelia, Dembélé e Doué, con Barcola pronto a inserirsi. Dembélé, da falso nove, è diventato decisivo, mentre la qualità di Fabian Ruiz, Joao Neves e Vitinha detta il ritmo a centrocampo.

La difesa, solida e meno spettacolare, ruota attorno a
Marquinhos, Pacho e Nuno Mendes, con l'ex
Hakimi devastante sulla destra, il cui gol che ha chiuso la semifinale contro l’Arsenal. E tra i pali c’è
Gigio Donnarumma, protagonista assoluto della cavalcata europea, eroe a Liverpool, muro contro l’Aston Villa e l’incubo di Odegaard.
Il portiere italiano non ha ancora rinnovato il contratto e il futuro potrebbe riportarlo in Italia, magari proprio all’Inter. Ma prima c’è una finale da giocare, il 31 maggio a Monaco di Baviera. E i nerazzurri sanno bene che per alzare la
Champions, dovranno superare ancora una volta una squadra che, dietro al bel gioco, nasconde l’ombra lunga del potere economico.