Inter, dopo la finale di questa sera partirà il primo anno del nuovo corso Oaktree. Intanto però, i nerazzurri puntano a chiudere il cerchio.
Mancano poche ore a una finale di
Champions League che, per l'
Inter, avrà un sapore particolare.
I nerazzurri, infatti, potrebbero sollevare un trofeo che
manca dal 2010, ma soprattutto, coronerebbero un percorso fatto di quattro anni di
soddisfazioni, nazionali e internazionali.
A porsi tra la squadra di
Inzaghi e questo sogno, c'è un
PSG desideroso di conquistare il primo alloro europeo della gestione araba guidata da
Nasser Al Khelaifi.
Una delle squadre più ricche del mondo contro chi, negli ultimi anni, ha saputo coniugare
sostenibilità e
competitività.
Questi ultimi saranno i dogmi e le stelle polari che muoveranno, da domani, il primo verso corso targato
Oaktree.
Il fondo statunitense subentrato a Steven Zhang, infatti, guiderà il
destino sportivo dei nerazzurri di qui e per il futuro prossimo.
Come sostenuto dal presidente Beppe Marotta, nei giorni scorsi,
molte cose cambieranno da giugno, a cominciare dal
ringiovanimento dell'età di una rosa non più giovanissima che sarà operato in estate.
Nulla cambierà, invece, sotto il punto di vista degli
ingaggi, che dovranno continuare a calare, per
abbassare l'impatto dei costi sul bilancio meneghino.
Queste, oltre a molte altre misure, caratterizzeranno l'estate. Prima però c'è una finale da giocare e, possibilmente, vincere, per regalare all'Italia la
prima Champions League di una proprietà a stelle e strisce.