Il Qatar, salvo miracoli, abbandona i Mondiali, come prevedibile, senza riuscire a superare il girone. La squadra di casa, però, esce con orgoglio riuscendo a segnare un goal al Senegal, inutile ma pur sempre di prestigio. Ecco la sintesi del match.Il Senegal parte forte con Sarr che, al 12', calcia di poco a lato, il pallone cambia direzione all'ultimo. Alla mezz'ora ancora Sarr, il portiere gli dice no. Al 34' ci sarebbe un rigore netto per il Qatar ma l'arbitro, lo spagnolo Lahoz, non lo vede. Un 1' dopo fa tutto Dia, prima si fa anticipare poi recupera e scaraventa la palla in porta, Senegal in vantaggio, fine primo tempo.
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Mondiali, Qatar-Senegal: il secondo tempo, orgoglio qatariota
Football world championship 2022 in Qatar. Soccer ball with flags of world countries on the grass field of football stadium. . 3d illustration
Il Senegal schiaccia il piede sull'acceleratore, al 48' raddoppia con una zuccata di Diedhiou imbeccato su corner da Jakobs, 0-2. Il Qatar a questo punto reagisce e al 60' iniziano circa 20' di dominio con Afif, il giocatore di casa più talentuoso, che mette in mezzo tre palloni, il primo finisce sopra la traversa, sugli altri due è straordinario Mendy. Al 78' scatto d'orgoglio qatariota, Muntari salta sul cross di di Mohammad e batte un Mendy piuttosto incerto. Il Senegal reagisce subito, all'84' Bamba Dieng la chiude, assist di Ndiaye che mette in mezzo un cioccolatino su cui c'è scritto "spingimi", partita chiusa. Il Qatar non resta a guardare, all'89' Hassan calcia bene su punizione dalla distanza, la palla sibila accanto al palo destro. Fine del match, Qatar a casa o forse no, potrebbe ancora qualificarsi ma servirebbe una combinazione miracolosa di risultati. Insomma, i padroni di casa sono con un piede e mezzo fuori dai Mondiali.
La statistica curiosa
Con la rete del 2-0 Diedhiou ha segnato la rete numero 11 con la maglia del Senegal in 26 presenze.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.