Manca sempre meno alla finale di Coppa Italia tra Milan e Bologna. L'occasione è ghiotta per i rossoneri di tornare ad alzare un trofeo che manca da troppo.
Per il Milan di Conceicao la finale di questa sera di Coppa Italia è una grande occasione per diversi punti di vista. Sia per rialzare una stagione per niente positiva e con all'attivo solamente una Supercoppa Italiana sia per riscrivere la storia recente del Diavolo in Coppa Italia.
Infatti, l'ultima volta che il Milan è riuscito ad alzare al cielo il trofeo della coppa nazionale correva l'anno 2003: un'eternità è passata. Oltre 20 anni di digiuno per i rossoneri in Coppa Italia che negli ultimi anni, a causa di annate non sempre felici e altre in cui ci si è concentrati su campionato e Champions League, non si è mai andati avanti nella competizione.
ESULTANZA LUKA JOVIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L'ultima finale in cui il Diavolo ha partecipato è stata però nel 2017. Una finale mai giocata con la Juventus che si schiantò con un pesante 4-0 sull'allora Milan di Gattuso. I rossoneri contano in bacheca un totale di 5 Coppe Italia, quattro conquistate in appena 10 anni (dal 1966/67 al 1976/77).
Troppo poche per un club che ha portato a casa 7 Champions League. A Conceicao e ai suoi il compito di riportare a Milanello un trofeo che manca oramai da 22 anni.
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Il futuro a tinte nerazzurre di Federico Dimarco non è in discussione, ma la trattativa per il prolungamento del contratto si preannuncia tutt'altro che in discesa. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l'esterno mancino e il suo nuovo agente Arturo Canales puntano a un importante adeguamento economico per blindare il legame con l'Inter, chiedendo un ingaggio da 7,5 milioni di euro a stagione per scalare le gerarchie salariali della rosa. Una richiesta che si scontra tuttavia con la rigida politica di sostenibilità finanziaria imposta dalla proprietà Oaktree, decisa a non stravolgere i parametri economici stabiliti a viale della Liberazione.
Spessore tecnico, memoria storica ed eleganti confessioni tra passato e presente. Sulle pagine dell'ufficiale Match Programme nerazzurro, il centrocampista dell'Inter Piotr Zielinski si è raccontato a cuore aperto ripercorrendo le tappe fondamentali del suo percorso calcistico. Dagli esordi in Italia fino al legame indissolubile con campioni del calibro di Marek Hamšík e Wesley Sneijder, la mezzala polacca ha tracciato il profilo dei modelli che ne hanno plasmato la carriera ai massimi livelli.
Tutto pronto al Giuseppe Meazza per il lunch match delle 12:30 valido per l'ottava giornata del campionato di Serie A. L'Inter guidata da Cristian Chivu ospita la Fiorentina di Paolo Vanoli in uno scontro diretto di altissima classifica che promette spettacolo, ritmi elevati e contenuti tattici di assoluto livello. Sono state rese note le scelte ufficiali dei due allenatori: nei nerazzurri c'è il giovane Esposito in attacco al fianco di Marcus Thuram, mentre i viola rispondono con un tridente offensivo frizzante guidato dal talento di Mastantuono.
A poche ore dal fischio d'inizio del big match del Maradona contro la Roma, in casa Napoli tiene banco la gestione fisica di Amir Rrahmani. Sebbene il centrale kosovaro sia stato regolarmente inserito nell'elenco dei convocati dal tecnico Massimiliano Allegri, le sue probabilità di partire dal primo minuto restano ridotte al minimo. Come svelato dai taccuini de Tuttosport, l'ex Verona ha dovuto fare i conti negli ultimi giorni con un attacco febbrile e un forte affaticamento post-Champions League che hanno spinto lo staff tecnico ad adottare la linea della massima prudenza.