La Roma ha avuto l'illusione di poter riprendere la partita contro il Torino, grazie ad un gol di Antonio Arena. Sfortunatamente per Gasperini, non si è rivelato sufficiente.
I giallorossi stanno affrontando una crisi offensiva, data anche da una serie di infortuni che ha costretto Gasperini a far subentrare Arena. Tuttavia, non ha deluso quando è stato chiamato in causa. Subentrato all'80' al posto di Bailey, un minuto dopo ha trovato la momentanea rete del 2-2 per la Roma.
Al Pescara si era già messo in mostra con una rete realizzata a 16 anni e 25 giorni. È così diventato il più giovane a debuttare e segnare nel calcio professionistico italiano. Ha avuto modo di mettersi in mostra agli Europei U-17, con una rete decisiva realizzata contro la Repubblica Ceca.
NIKOLA VLASIC E WESLEY VINICIUS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, chi è Antonio Arena? Dall'Australia alla Capitale
Nato e cresciuto in Australia, ma le sue origine calabresi gli hanno permesso di ottenere la cittadinanza italiana e di poter giocare per la nazionale azzurra. La decisione sulla sua futura nazione sembra essere molto chiara, specialmente se prendiamo in considerazione queste dichiarazioni: "La maglia azzurra mi suscita sempre delle bellissime emozioni e sono onorato di poterla indossare".
188cm d'altezza, che gli hanno permesso di attirare su di sé gli occhi dell'Italia intera questa sera. Il classe 2009 ha realizzato 5 gol in 12 presenze di Primavera 1, che gli hanno permesso di venir convocato da Gasperini nelle ultime gare. Per la nazionale italiana è indubbiamente una bellissima notizia, specialmente se consideriamo che l'Italia sia alla ricerca di un bomber da vario tempo. È fondamentale non bruciare il talento del calciatore, dandogli il tempo di crescere e senza pretendere l'impossibile da lui. È altrettanto importante tenere sott'occhio il suo rendimento, dato che parliamo comunque di un giocatore indubbiamente molto interessante in ottica futura.
Come al solito il coraggio di Gasperini nel far debuttare i giovani ha dato i propri frutti. Non giocherà i quarti di Coppa Italia, ma ora sa di poter contare su un elemento in più della rosa.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.