Il fideo Angel Di Maria è tornato a vestire la maglia del suo amato Rosario Central e dopo la rete all'esordio, ha segnato anche nella gara successiva.
Dopo la scadenza del suo contratto con il Benfica, l'esterno argentino ha sentito il bisogno di tornare nella sua terra natale, in particolare indossando la maglia del Rosario Central. Nel suo esordio il fideo aveva sbloccato la partita su calcio di rigore, terminata poi in modo turbolento a causa di un infortunio e di una rete subita nei minuti finali che è valsa il pareggio.
Angel Di Maria fa ancora la differenza
Nella seconda sfida nella quale è stato chiamato in causa, Di Maria ha risposto nuovamente presente, mettendo a segno la rete dello 0-1 ancora su calcio di rigore, decisiva poi per la vittoria del Rosario Central.
Il fideo ha messo la firma su una vittoria che passerà alla storia del club e del calcio argentino in generale, perché è stata la prima trasferta con i tifosi ospiti nel rispettivo settore, dopo 12 anni di assenza. L'esterno argentino dunque, ha avuto un fortissimo impatto nella sua terra natale e vuole togliersi più di qualche soddisfazione con la maglia della sua città addosso.
Angel Di Maria of Paris Saint-Germain celebrates after scoring PSG's fourth goal against Monaco during Trophee des Champions 2018 in Shenzhen city, south China's Guangdong province, 4 August 2018.
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Si conferma la tradizione e il tabù delle ultime stagioni: il derby della Madonnina tinge nuovamente i suoi colori di rossonero. L'Inter incassa la prima sconfitta in questo campionato di Serie A e sbatte ancora una volta contro l'incantesimo della stracittadina. Al Meazza a fare festa è il Milan di Ruben Amorim, capace di imporsi con un netto 3-1 grazie a una prestazione memorabile e a un assoluto mattatore in campo: Moreira, autentico dominatore della serata con due assist illuminanti e la firma personale sul tabellino dei marcatori.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.