Ajax, quest'oggi, alle 16:45 i Lancieri affrontano il NEC con la possibilità di chiudere i giochi. Per Farioli sarebbe il primo trofeo, e un primato tutto italiano.
Francesco Farioli è a un passo dall'entrare nella storia del calcio olandese. Con l'Ajax lanciatissimo verso il titolo, la 32ª giornata dell’
Eredivisie potrebbe essere quella decisiva per incoronare l’allenatore toscano come
primo tecnico italiano a vincere il massimo campionato dei Paesi Bassi. Un traguardo straordinario per un tecnico giovane e visionario, che solo un anno fa approdava ad Amsterdam con l’obiettivo di ricostruire una squadra smarrita. Oggi è a un soffio dal trionfo.
Alle 16:45, i Lancieri scenderanno in campo alla
Johan Cruijff Arena contro il
NEC Nijmegen, formazione già matematicamente salva e senza più obiettivi stagionali. Prima, però, avranno un prezioso vantaggio, ovvero conoscere l’esito del big match tra
Feyenoord e PSV Eindhoven, in programma alle 14:30 a Rotterdam. In caso di sconfitta degli uomini di Peter Bosz, secondi a 70 punti, e contemporanea vittoria dell’Ajax, che guida la classifica a quota 74, il distacco diventerebbe incolmabile (77-70) con solo due turni da giocare. E sarebbe
campione d’Olanda.
Un’impresa che vale doppio per l'Ajax
Per l’
Ajax, si tratterebbe del
37° titolo nazionale, un record che si allungherebbe ulteriormente nella storia del calcio olandese. Ma a rendere l’impresa ancora più significativa è il percorso del suo timoniere. Francesco Farioli, classe 1989, nato a Barga (Lucca), ha costruito la sua carriera passo dopo passo, partendo dai campi turchi con Karagümrük e Alanyaspor, fino alla Ligue 1 con il Nizza, dove ha fatto parlare di sé per il gioco propositivo e la valorizzazione dei giovani.
E proprio sui giovani ha fondato la sua filosofia anche ad Amsterdam. Non è un caso che la rinascita dell’Ajax sotto la sua guida sia coincisa con l’esplosione di un’intera nuova generazione di talenti quali
Jorrel Hato, classe 2006, leader della difesa;
Mikayil Mokio, addirittura 2007, e già aggregato in prima squadra; poi ancora
Baas,
Fitz-Jim e
Godts, tutti protagonisti di un progetto tecnico che ha puntato su energia, intensità e coraggio.