17 anni e il peso della fama sulle spalle. Qualcuno ci si monterebbe la testa. Ma non è lo stile di Lamine Yamal, che rimane ben saldo con i piedi per terra.
L'importante è giocare
A soli 17 anni, Lamine Yamal è già un volto simbolo del nuovo Barcellona. Intervistato da Cope durante il ritiro con la nazionale spagnola, in vista delle Final Four di Nations League e della semifinale contro la Francia. Il giovane talento ha parlato con lucidità e spontaneità di un presente che corre veloce. Ma che lui sembra affrontare con la naturalezza di chi si limita a essere sé stesso.
Il rinnovo fino al 2031, con una clausola rescissoria monstre da un miliardo di euro, è stato vissuto come un passaggio inevitabile. «Non avevo dubbi su quello che volevo fare. Volevo risolverlo in fretta». Nessuna esitazione, nessuna pressione. L’importante, per Yamal, è che si parli di ciò che fa in campo, non delle cifre fuori.
Nonostante il clamore mediatico, il ragazzo di Rocafonda racconta una quotidianità che somiglia ancora a quella di tanti suoi coetanei. Ci sono le serate alla PlayStation, gli amici che lo prendono in giro su TikTok e le battute sul pullman prima delle partite. «La gente non sapeva che dopo il ristorante andavo in sala giochi. Cerco di fare quello che fa un ragazzo di 17 anni», spiega. Ma ammette che qualcosa è cambiato. «Ora non vado più a prendere mio fratello a scuola. È tutto molto diverso e lo capisco».

Yamal: "Mi carico con le critiche"
Il peso della fama non sembra spaventarlo, anzi, pare diventare uno stimolo. «I miei amici sanno che mi carico con le critiche. Me le mandano prima delle partite per motivarmi». Un episodio in particolare spiega bene il suo spirito competitivo. «Contro la Francia stavo dormendo sull’autobus. Il mio amico mi sveglia e dice: “Ricordati cosa ti ha detto Rabiot” poi loro segnano, lo guardo e lui ripete “Ricordati. E io mi infervoro e non smetto più di correre».
Yamal non si nasconde, non recita. È un talento puro che sta imparando a convivere con la fama mantenendo una base di normalità. Quella che spesso fa la differenza tra chi brucia in fretta e chi costruisce una carriera lunga. E per ora, tutto lascia intendere che abbia scelto la seconda strada.







