Barcellona, la situazione portieri per la prossima stagione si inizia a chiarire. Ecco quali saranno le gerarchie per Hans Flick con l'arrivo di Joan Garcia.
In casa Barça è tempo di rivoluzione, e questa volta riguarda un reparto spesso trascurato come quello dei portieri. Dopo settimane di trattative, valutazioni e decisioni difficili, il quadro sta per definirsi con chiarezza. La firma imminente di Joan Garcia, ormai considerata una formalità, segna un nuovo inizio. Sarà infatti lui il nuovo numero unoblaugrana a partire dalla prossima stagione.
La scelta di puntare con decisione sul classe 2000 ex Espanyol (cresciuto proprio nella cantera cittadina rivale) è frutto di un’analisi tecnica ma anche di sostenibilità economica. Joan Garcia quindi sarà il titolare designato, il perno della nuova era difensiva del Barça.
Barcellona, Szczęsny rinnova: sarà il “secondo di lusso”
Ma non sarà solo. Accanto a lui, il Barcellona ha deciso di affidarsi ancora a Wojciech Szczęsny, il veterano polacco arrivato a parametro zero dopo l’esperienza con la Juventus. Secondo quanto riportato da SPORT, il rinnovo di contratto è ormai chiuso e l’ufficialità è attesa per metà della prossima settimana.
Szczęsny prolungherà il suo accordo per un’altra stagione, con opzione fino al 2027, accettando il ruolo di secondo portiere ma con la consapevolezza di rappresentare una garanzia in caso di necessità. La sua esperienza sarà anche fondamentale nello spogliatoio e nella crescita del giovane Joan.
Wojciech Tomasz Szczęsny guarda avanti ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Chi invece sembra ormai fuori dal progetto è Marc-André ter Stegen. Il tedesco, legato al club fino al 2028, è formalmente ancora un giocatore del Barça, ma nella pratica è stato messo ai margini e, con la definizione del tandem Garcia-Szczęsny, non c’è più spazio per lui tra i pali del Camp Nou.
Il club è stato chiaro: se Ter Stegen vuole ancora ambire al Mondiale 2026 con la Germania, dovrà giocare con continuità. Ma questa continuità il Barcellona non può più garantirgliela. A fronte di un ingaggio pesante e di una titolarità ormai sfumata, la società lo ha invitato a prendere una decisione. Lui, però, non sembra intenzionato a lasciare facilmente.
A completare la rivoluzione, c’è anche la situazione di Iñaki Peña, il terzo portiere attuale, che appare ormai fuori dai piani. Cresciuto nella cantera blaugrana e spesso utilizzato come secondo nelle ultime stagioni, Peña dovrebbe salutare a breve, probabilmente a titolo definitivo. Si cercano soluzioni in Liga o all’estero, ma il suo addio è considerato imminente.
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Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.