Barcellona, le fasciature ai polsi dei giocatori blaugrana alimentano teorie di doping, ma i medici sportivi chiariscono: “Solo precauzioni o scaramanzia, nessun inganno”
Il Barcellona finisce ancora una volta al centro delle polemiche, ma stavolta non per questioni di campo. A far discutere sono le bende ai polsi con cui diversi giocatori — da
Yamal a
Lewandowski, passando per
Pedri e
De Jong — sono scesi in campo nelle ultime settimane. Una semplice precauzione fisica, diventata il pretesto per nuove insinuazioni legate al doping.
Barcellona, l'accusa di Mihic
A sollevare il polverone è stato l’ex medico del
Real Madrid,
Niko Mihic, che in un’intervista a
Marca ha lanciato il sospetto: “
Se si vuole avere un accesso venoso più facile, questo è nelle mani e nei polsi”. Un’allusione neanche troppo velata, che ha trovato terreno fertile tra i detrattori del Barça — e persino tra qualche tifoso avversario che sogna improbabili squalifiche europee.

Ma gli esperti smontano subito il caso. Secondo
Marco Scorcu, vicepresidente della Federazione Medici Sportivi e medico del Cagliari, si tratta di
normali bendaggi terapeutici, usati per curare o prevenire piccoli traumi. “Non c’è nessun secondo fine. E poi, se uno volesse davvero nascondere qualcosa, non lo farebbe certo in un punto così visibile”, spiega.
Anche la
scaramanzia o semplici motivi estetici potrebbero spiegare la persistenza delle fasce: “Magari un giocatore ha segnato con la benda e ha deciso di continuare a portarla”, suggerisce Scorcu. Insomma, non c'è nessun mistero, bensì solo abitudini da spogliatoio.