Ennesimo polverone nello spogliatoio del PSG, fra i più ingovernabili degli ultimi anni e che questa volta coinvolge Luis Enrique.
E' iniziato tutto con il documentario ("No tenéis in ***** idea", uscito lo scorso Ottobre sulla piattaforma di streaming Movistar) incentrato sul tecnico catalano, e poi (come sempre) tutto è peggiorato con i deludenti risultati della squadra. Perché i risultati aiutano a nascondere i problemi finché ci sono, ma poi tutto ti torna indietro come un boomerang non appena questi vengono. Ed è esattamente il caso di Luis Enrique al PSG.
Galeotto fu quel documentario: il pomo della discordia
I calciatori del PSG si sono detti estremamente irritati per alcuni contenuti del documentario, in particolare (o almeno questo riferisce la stampa francese, soprattutto "L'Equipe") la sfuriata che l'ex-commissario tecnico della Nazionale Spagnola dedica ai suoi all'intervallo dello scorso ottavo d'andata di Champions League contro la Real Sociedad. Una circostanza da cui molti giocatori non sono usciti bene.
E' il caso di Dembélé e Mbappé, criticati in maniera veemente per la loro attitudine in campo. Il primo si ritrova spesso in panchina, mentre il secondo è andato via a parametro zero e forse il rapporto mai idilliaco con l'allenatore (che lo "costringeva" a giocare da centravanti, ruolo che lui odia) ha avuto un ruolo nella sua scelta.
Non solo però, anche Kimpembee lamenta uno scarso impiego: nonostante (a suo dire) sia tornato in perfetta forma da almeno un mese. Fra gli scontenti ci sarebbero anche due ex-calciatori di Serie A, ovvero Skriniar e Donnarumma. Entrambi sarebbero stati ritenuti "non idonei" al progetto tecnico la stessa estate.
GIANLUIGI DONNARUMMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Luis Enrique-Campos, convivenza difficile. E lo spogliatoio...
Proprio attorno a questi due casi sarebbero stati costruiti i principali casi di accusa nei confronti dell'ex-tecnico del Barcellona, accusato di essere una sorta di "autocrate" all'interno dello spogliatoio. Sin da subito l'allenatore è stato insignito dei gradi di plenipotenziario dell'area tecnica, venendo de facto messo a capo della parte sportiva (con "carta bianca" sul mercato) e mettendo il secondo piano il DS Luis Campos.
La volontà di Luis Enrique è stata fondamentale in tutte le decisioni di mercato che la dirigenza parigina ha preso nelle ultime due stagioni. Dall'ostracismo nei confronti di Donnarumma (che ha portato prima all'arrivo di Arnau Tenas e poi a quello di Safonov) e di Skriniar, inseguito dal PSG per sei mesi (su precisa richiesta del tecnico) e poi trattato alla stregua di un esubero appena un anno dopo il suo approdo sotto la Torre Eiffel.
La convivenza fra Luis Enrique e Luis Campos appare complessa e ora anche il rapporto con buona parte dello spogliatoio appare compromesso, tanto che ieri sera lo staff tecnico (con l'allenatore in testa) ha convocato una riunione d'urgenza con i calciatori per chiarire la situazione. Un momento complicato, alla vigilia di un periodo cruciale per la stagione del PSG: dalla conferma in patria al rischio fallimento in Europa.
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Il giorno più triste e malinconico per il calcio lusitano si trasforma, al tempo stesso, nel momento della distensione e della fine di un lunghi mesi fatti di tensioni sotterranee. Con un annuncio ufficiale affidato a un toccante videomessaggio, Cristiano Ronaldo ha comunicato il proprio addio definitivo alla Nazionale portoghese dopo ben 23 anni straordinari di record, gol e trionfi leggendari. Tra i milioni di messaggi di ringraziamento arrivati da ogni angolo del pianeta, a catturare l'attenzione dei media e dei tifosi è stato un commento in particolare: quello di Gonçalo Ramos, l'attaccante del Milan che ha raccolto la pesantissima eredità di CR7 al centro dell'attacco della Selecção.
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