Chi ha detto che a 36 anni non si può più spaccare? Ivan Perisic, che di sorprese ne ha già regalate tante, ne aggiunge un'altra: tre gol in poco più di un’ora.
Ivan il Terribile (per gli avversari)
Quella contro il Fortuna Sittard: una prestazione che ha acceso il Philips Stadion e rimesso il PSV in piena corsa per l’Eredivisie. Perisic firma una tripletta da manuale. Il primo gol? Da rapace d’area, con il sinistro dopo una respinta corta del portiere. Il secondo? Da opportunista, con freddezza e fiuto: il difensore liscia, lui ringrazia e infila il 2-0. Il terzo? Da attaccante completo: inserimento sul secondo palo, rasoterra incrociato e palla in buca d’angolo. Non serve essere olandesi per capire che qui c’è un fuoriclasse che parla ancora fluentemente il linguaggio del gol. E che sta vivendo una seconda giovinezza sotto la guida di Peter Bosz.
Con la tripletta al Fortuna, Perisic sale a 14 gol e 9 assist stagionali. In Eredivisie, i suoi numeri parlano chiaro: 7 reti, 7 assist, terzo gol consecutivo nelle ultime tre giornate. Ma più delle statistiche, parla la sua importanza tattica: largo a destra nel 4-3-3, sempre nel vivo del gioco, sempre pericoloso. E se vi sembra poco, aggiungete questo: è solo il secondo 36enne negli ultimi quarant’anni a segnare una tripletta in Eredivisie. L’altro? Un certo Dirk Kuyt. Non male come compagnia.
Con un Perisic così, si può
Con tre giornate alla fine, il PSV è a -4 dalla vetta. L’Ajax, che sembrava irraggiungibile, ha rallentato con un pareggio e una sconfitta nelle ultime due gare. E domenica prossima c’è il Feyenoord: non proprio una passeggiata di salute. La domanda ora è una sola: il PSV può davvero crederci? Con un Perisic così, la risposta sembra più sì che no.
A Eindhoven se lo coccolano. In Italia lo ricordano per i lampi nerazzurri. Ma oggi Perisic è tutto olandese: devastante, concreto e decisivo. E se alla fine di questa corsa ci fosse anche un titolo da sollevare? In fondo, chi ha vinto un Mondiale da protagonista e segnato in una finale sa bene cosa significhi lasciare il segno. Portare il PSV sul tetto d’Olanda sarebbe solo un’altra impresa da aggiungere alla sua bacheca.







