Viktor Gyokeres è ormai un giocatore dell'Arsenal con le visite mediche programmate nelle prossime ore. C'è anche la scelta sul numero di maglia.
Lo svedese sbarca dunque in Premier League dopo le straordinarie annate con la maglia dello Sporting Lisbona. La storia dei Gunners parla da sola: il 14 è un numero speciale.
Arsenal, Gyokeres erede di Henry? Il cannibale sceglie la 14
Sta per concretizzarsi uno dei trasferimenti più attesi dell'estate: Viktor Gyokeres è a un passo dal diventare un nuovo giocatore dell'Arsenale i tifosi non vedono l'ora di vederlo all'opera sul campo dell'Emirates Stadium. I suoi incredibili numeri, 97 gol in 102 presenze coi portoghesi dello Sporting Lisbona, lo hanno reso uno dei bomber più ricercati in Europa.
Tuttavia il club londinese è stato l'unico a spingere fin dal primo momento per portarlo alla corte di Arteta, facendo breccia anche nel cuore dell'attaccante che ha rifiutato anche altre destinazioni. La cifra finale di circa 70 milioni di euro che l'Arsenal verserà nelle casse del club biancoverde è anche giustificata se si pensa al valore del giocatore dal punto di vista del campo.
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A coronare questo incredibile trasferimento c'è la scelta del numero di maglia che richiama alla storia recente dei Gunners perchè è stato indossato da uno dei più grandi campioni passati dal Nord di Londra: Thierry Henry. Infatti, Gyokeres è pronto ha deciso di farsi stampare sulle spalle il n°14, sobbarcandosi una grande responsabilità.
A bocce ferme si potrebbe pensare che l'attaccante non avrà problemi a onorare questo tipo di eredità, tuttavia la Premier League non è facile per nessuno e un periodo di adattamento è un passaggio obbligato per chiunque. Dai prossimi impegni dell'Arsenal si inizierà a capire se questo acquisto potrà realmente cambiare il valore di una rosa, che nella scorsa stagione è stata capace di competere su diversi fronti per tanto tempo ma senza mai trionfare.
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Pagato circa 25 milioni più bonus nel 2025, il brasiliano è già accostato ad Arsenal, Manchester United e Newcastle con una valutazione vicina ai 60 milioni.
Si conferma la tradizione e il tabù delle ultime stagioni: il derby della Madonnina tinge nuovamente i suoi colori di rossonero. L'Inter incassa la prima sconfitta in questo campionato di Serie A e sbatte ancora una volta contro l'incantesimo della stracittadina. Al Meazza a fare festa è il Milan di Ruben Amorim, capace di imporsi con un netto 3-1 grazie a una prestazione memorabile e a un assoluto mattatore in campo: Moreira, autentico dominatore della serata con due assist illuminanti e la firma personale sul tabellino dei marcatori.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.