Arsenal, Kay Havertz è ko. Continua l'emergenza in attacco per Mikel Arteta che dovrà fare a meno di un'altra pedina fondamentale.
L'Arsenal di Mikel Arteta deve fare i conti con un'emergenza in attacco. La squadra londinese perde Kai Havertz per il resto della stagione a causa di un
infortunio al tendine del ginocchio. Il nazionale tedesco si è fatto male durante il ritiro della squadra a Dubai, un colpo durissimo per i
Gunners, che già devono fronteggiare diverse assenze pesanti nel reparto offensivo.
Havertz, arrivato la scorsa estate dal Chelsea per
oltre 70 milioni di euro, era diventato una pedina fondamentale nel sistema di gioco di Arteta, capace di agire sia da centrocampista offensivo che da falso nueve. La sua duttilità rappresentava un’arma in più per l’Arsenal, che ora dovrà fare a meno del suo apporto in un momento cruciale della stagione.
A peggiorare la situazione, il club inglese deve rinunciare anche a
Gabriel Jesus, il cui
infortunio al legamento crociato del ginocchio lo terrà fuori fino a fine stagione. L’attaccante brasiliano era già stato costretto a uno stop prolungato nella scorsa annata per problemi al ginocchio e la sua assenza complica ulteriormente i piani di Arteta.

Come se non bastasse, l’Arsenal dovrà fare a meno di altri due attaccanti chiave, Gabriel Martinelli e
Bukayo Saka, entrambi fermi ai box per infortuni muscolari. Il brasiliano e l’inglese dovrebbero tornare a disposizione non prima dell’inizio di aprile, lasciando i Gunners con pochissime opzioni in attacco nelle prossime settimane.
Arsenal, emergenza offensiva in vista della Champions League
Nonostante gli infortuni, l’Arsenal è già qualificato agli ottavi di finale di Champions League, dove attende una tra
Juventus o
PSV Eindhoven e
Feyenoord o
Milan. Tuttavia, affrontare un impegno così importante con un
attacco ridotto ai minimi termini rappresenta una sfida complicata.
Attualmente, gli unici attaccanti disponibili per Arteta sono
Raheem Sterling,
Leandro Trossard e il giovanissimo
Ethan Nwaneri, classe 2007. Quest’ultimo è un talento emergente dell’Academy, ma affidarsi a un 16enne per sostenere il peso dell’attacco in partite cruciali non è certo la situazione ideale per una squadra in corsa su più fronti.