I nuovi acquisti come Zirkzee (arrivato in estate dopo l'exploit di Bologna) e Dorgu (sbarcato a Old Trafford dopo aver ricoperto d'oro il Lecce) non hanno spostato minimamente la bilancia.
A finire sulla graticola, al tirare delle somme, come spesso e volentieri succede nel calcio, e' stato anche lo stesso Amorim, pur non riconoscendo a lui la totalità delle colpe.
Al di là di questo, però, per aprire l'ennesima rifondazione post Alex Ferguson, la dirigenza dovrà valutare l'idoneità del lusitano a esserne la prima pietra.
In questo percorso, si parte però da un fatto inconfutabile, ovvero l'indisponibilità di Amorim a rassegnare le dimissioni e andarsene di sua volontà.
"Se la dirigenza ed i tifosi pensano che io non sia la persona giusta, me ne andrò anche senza pensare ai soldi" - aveva detto mercoledì sera il manager lusitano - "Di sicuro non me ne andrò io. Se il consiglio di amministrazione e i tifosi dovessero pensare che non sono la persona giusta, me ne andrò il giorno dopo. Ma non mi licenzierò".
Una presa di posizione chiara, che mette spalle al muro il Manchester United, obbligato a scegliere tra continuare e scommettere nuovamente su Amorim, oppure cambiare e sborsare tanti soldi per un nuovo manager.Manchester United, ripartire da Amorim o prepararsi all'ennesima rivoluzione?

I nuovi acquisti come Zirkzee (arrivato in estate dopo l'exploit di Bologna) e Dorgu (sbarcato a Old Trafford dopo aver ricoperto d'oro il Lecce) non hanno spostato minimamente la bilancia.
A finire sulla graticola, al tirare delle somme, come spesso e volentieri succede nel calcio, e' stato anche lo stesso Amorim, pur non riconoscendo a lui la totalità delle colpe.
Al di là di questo, però, per aprire l'ennesima rifondazione post Alex Ferguson, la dirigenza dovrà valutare l'idoneità del lusitano a esserne la prima pietra.
In questo percorso, si parte però da un fatto inconfutabile, ovvero l'indisponibilità di Amorim a rassegnare le dimissioni e andarsene di sua volontà.
"Se la dirigenza ed i tifosi pensano che io non sia la persona giusta, me ne andrò anche senza pensare ai soldi" - aveva detto mercoledì sera il manager lusitano - "Di sicuro non me ne andrò io. Se il consiglio di amministrazione e i tifosi dovessero pensare che non sono la persona giusta, me ne andrò il giorno dopo. Ma non mi licenzierò".
Una presa di posizione chiara, che mette spalle al muro il Manchester United, obbligato a scegliere tra continuare e scommettere nuovamente su Amorim, oppure cambiare e sborsare tanti soldi per un nuovo manager.Autore

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Redazione sportiva dedicata all’informazione calcistica. Si occupa del calcio italiano a tutti i livelli, dei principali campionati europei, di calciomercato, competizioni internazionali e approfondimenti sul mondo del calcio.





