Cos'è il Salary Cap? Si tratta di una nuova rendicontazione che andrebbe ad interessare i club di Premier League.
Oggi è un giorno importante, 20 club di
Premier League si riuniranno in assemblea per esprimere il proprio voto in merito alle novità (economico-finanziaria) proposte della FA e nel cosiddetto
salary cap.
In particolare, il discorso verterà sul salary cap legato al concetto di ancoraggio. Il quotidiano britannico,
The Athletic, parla - per l'appunto - di introdurre alcune novità a livello normativo soprattutto dopo circa un decennio dal Fair Play Finanziario; l'idea è quella di introdurre alcune regole nuove: esempio su tutte, l'inserimento di un paradigma che possa controllare le spese del club.
In cosa consisterebbe il Salary Cap?
Al momento, come esprime bene
Calcio e Finanza, è accettare una perdita complessiva in un triennio fino a 105 milioni di sterline (con cambio attuale, 119 milioni di euro). Una regola che, però, ormai è un po' datata e che ha condotto ad un sistema che è stato ovviato da alcuni escamotage dai club.
Per ovviare a queste ingerenze da parte dei club, nel 2024, furono imposte due regole: costo della rosa e norma dell'ancoraggio (ovvero limite di spesa in base a un parametro numero che tiene conto dei ricavi derivanti dai diritti tv nazionali e bonus incassati dall'ultima classifica)
In virtù di ciò si sono imposti questi paletti durante la stagione precedente e, occorre aggiungere nere, che - se si considera il costo della rosa si devono considerare le squadre he sono inserite in UEFA e le sue norme): 85% come limite di spesa per la rosa oltre che applicare l'ancoraggio per cercare di mantenere un certo equilibrio in
Premier League.
Si è cercato di trovare un accordo ma ci sono stati molteplici nulla di fatto e non pochi scontri. Tra chi si è opposto c'è la Professional Footballer's Association - che pur non avendo diritto di voto - si è fermamente opposta e poi, anche, la CAA Base, Stellar e Wasserman, che hanno minacciato azioni legali.
Se invece parliamo di club, risultano favorevoli club inglesi come
Liverpool,
Aston Villa,
Everton,
Sunderland e
Burnley mentre opposti ci sono
Manchester City, Arsenal e
Manchester United.
Diciamo che, se la regola dovesse passare, allora le plusvalenze potrebbero essere spalmate non su unico anno ma bensì su almeno tre anni e, quindi, andrebbe a limitare l'impatto sulla contabilità. Senza contare, poi, che se si tratta di club minori e, quindi, non presenti nelle competizioni europee, le regole per l'ancoraggio della rosa non andrebbe a toccarle. Per questi motivi si potrebbe anche non verificare una votazione su quest'ultimo punto.