Terza vittoria consecutiva per l’Italia di Gattuso. La qualificazione diretta al Mondiale è improbabile, ma la rinascita azzurra è sotto gli occhi di tutti.
Terza vittoria consecutiva per l’Italia di Rino Gattuso, che supera l’Estonia e conferma la svolta avviata dal suo arrivo in panchina. Il successo non basterà probabilmente a evitare i playoff, la vittoria della Norvegia ha inevitabilmente complicato tutto, ma certifica che la strada imboccata è quella giusta.
In poche settimane, l’ex tecnico di Milan e Napoli ha restituito agli Azzurri compattezza, spirito di squadra e un’anima che sembravano smarrite.
Con lui si respira un’aria completamente diversa. È questo il segno di un vero commissario tecnico, capace di guidare un gruppo più con l’empatia che con la lavagna tattica. Perché allenare una Nazionale non è come gestire un club: non basta la teoria, serve la capacità di leggere le persone, motivarle e valorizzare ogni talento nel poco tempo a disposizione.
E in questo, Gattuso ha superato di gran lunga Spalletti, che in panchina si è dimostrato più allenatore di campo che selezionatore di uomini, non che ci sia nulla di male, ovviamente.
GENNARO GATTUSO CARICA FRANCESCO PIO ESPOSITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Grinta, idee e meritocrazia nell’Italia di Rino
Gattuso ha riportato meritocrazia e coraggio nelle convocazioni. Ha saputo cambiare sistema di gioco in base agli interpreti, senza ostinarsi su schemi rigidi come aveva fatto Spalletti.
Lo dimostra l’utilizzo di Raspadori da esterno mancino, come nell’Atletico Madrid di Simeone, o la chiamata last minute di Spinazzola al posto dell’infortunato Politano, con cui il tecnico ha voluto premiare il suo ottimo stato di forma. Senza dimenticare poi la seconda convocazione consecutiva per il giovane Pio Esposito, ieri al primo gol in Nazionale, e quella di giocatori come Orsolini e Cambiaghi, protagonisti assoluti nel Bologna di Italiano.
Le vittorie, per ora, sono arrivate contro avversari alla portata, ma i segnali vanno oltre il risultato: il gruppo è tornato unito, i giocatori sorridono e combattono per la maglia. Gattuso ha riportato orgoglio e appartenenza, qualità che mancavano da tempo.
E forse è proprio questo il segreto: un vero CT non costruisce solo schemi, ma una famiglia. L’Italia di Gattuso, oggi, è tornata a esserlo.
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