Nazionale, Spalletti ad un passo. Il no di Conte, tutti i retroscena
Dopo il repentino addio di
Roberto Mancini, la Figc ha puntato subito su due nomi forti:
Luciano Spalletti e
Antonio Conte. Con ogni probabilità sarà il primo a sedere sulla panchina azzurra a settembre.
In queste ore sono in corso i contatti con il
Napoli e con gli agenti dell'allenatore toscano. La clausola da tre milioni imposta da
Aurelio De Laurentiis sta per essere superata da accordi trasversali.
Sul contratto da sottoporre all'ex allenatore del Napoli tricolore le intese sono state già raggiunte. Avrà un contratto fino al mondiale del
2026, lo stipendio sarà lo stesso corrisposto al predecessore.
Per qualche ora è stato in corsa anche
Antonio Conte, protagonista di un biennio importante in azzurro. Culminato con la sfortunata semifinale europea persa ai rigori contro la
Germania nel 2016.
Il no di Antonio Conte, i motivi
L'entourage dell'allenatore leccese è stato contattato dai dirigenti federali per una chiacchierata esplorativa. Dalla quale è emerso l'interesse del
Messico deciso ad affidargli l'incarico da ct.
Proposta al momento non accettata dal tecnico, poco convinto del progetto. L'idea è quella di ripartire alla guida di un club, anche a stagione in corso. Puntando sulla
Premier League o la
Saudi League Pro.
Attenzione anche alle piste italiane, con il sotterraneo interesse del
Milan. Se
Stefano Pioli dovesse partire male sarà messo velocemente in discussione e il profilo dell'ex
Juventus e
Inter è al primo posto...
Ma il no all'azzurro dipende anche e soprattutto da un carico di pressioni e aspettative che non piace ad
Antonio Conte. Servono tempo e programmazione, la
Figc va di fretta. Inoltre non c'è accordo economico e visione comune sullo staff.