Roberto Baggio è stato uno degli attaccanti che hanno fatto la storia, il più amato dai tifosi. Vent'anni fa il suo ritiro dal calcio giocato.
Il 16 maggio 2004 è un giorno che è rimasto impresso nella memoria di molti: è allora, infatti, che
Roberto Baggio, noto a tutti come
il Divin Codino, ha disputato la sua ultima partita.
All'epoca, al teatro del calcio si celebrava lo scudetto del
Milan e, allo stesso tempo, si salutava l'ormai ex giocatore e il suo numero 10 al Brescia.
Dopo un calvario di infortuni fisici - due menischi in meno, i legamenti di un ginocchio ricostruiti, tre operazioni, due anni senza giocare - a
San Siro si rendeva omaggio a un gigante. Che uscì dal campo al 39esimo minuto.
Baggio tra vittorie, cadute e risalite
Vincitore del
Pallone d'Oro nel 1993,
il giocatore è stato amato soprattutto dai tifosi e dagli appassionati di calcio, indossando maglie di club contrapposti tra loro -
Fiorentina, Juventus,
Milan e
Inter - e riuscendo ad unire l'Italia e i suoi tifosi, anche rivali.
È stato protagonista di alcuni momenti passati alla storia: i gol del Mondiale
Italia 1990, il rigore sbagliato al Mondiale 1994, i molti infortuni, la conversione al buddhismo E poi l'addio e il ritiro in Argentina,
dopo aver giocato 643 partite da professionista, segnato 291 gol e realizzato infiniti assist.
Come canta
Cesare Cremonini nella canzone
Marmellata #25, "dal momento in cui Baggio ha smesso di giocare, non è più domenica".