Benzema e Higuain, due grandissimi giocatori, hanno vissuto fianco a fianco diverse stagioni con la casacca del Real Madrid, condividendo molti successi.
Il
parallelismo tra i due parte da molto lontano, addirittura
34 anni fa.
Difatti, entrambi i calciatori sono del
1987, ma, ancora più curiosamente, sono nati ad appena
9 giorni di distanza.
L'argentino il
10 Dicembre, il francese il
19 dello
stesso mese. Il primo sbarca al club della capitale spagnola nel
Gennaio 2007, mentre il neo
Pallone d'Oro arriva dal
Lione il
9 Luglio 2009.
Insieme giocheranno molte stagioni, fino a quando
il Pipita saluta i
Blancos nel
2013, chiamato a sostituire
Cavani al
Napoli.
Senza dubbio, è cosa nota che il
centravanti sudamericano ha letteralmente
stravolto il nostro campionato, tanto da detenere il
record di
reti (in primato condiviso con
Immobile) in una singola stagione di
Serie A.
Così come è cosa saputa che il suo passaggio dal
Napoli alla
Juventus è stato uno dei
grandi affari degli ultimi anni, vissuto come un
tradimento dai partenopei.
Ma senza cadere in opinioni di merito, parliamo di numeri:
104 presenze in A con i campani, 71 reti; 105 gare e 48 gol con i bianconeri; 15 e 6 nella sfortunata parentesi al Milan.
Numeri da
campione assoluto, come è stato il numero 9.
Karim "The Dream", invece, ha saputo attendere il suo momento al
Madrid. Spesso oscurato da campioni come
Ronaldo, Bale o altri, ha sempre messo il
bene della
squadra davanti al suo, divenendo un vero simbolo del club.
Lunedì 17 Ottobre, mentre
Zidane consegnava nelle mani di
Benzema il più prestigioso riconoscimento a livello di singolo giocatore di pallone, dall'altra parte dell'Atlantico,
Higuain giocava la sua
ultima partita in carriera.
Cosa dire?
Due destini fatalmente opposti. Il compagno di nazionale di Messi ha tenuto ritmi elevati e
vissuto il suo
apice diversi anni fa, prima della deriva.
Invece, il transalpino, ha continuato a passare sottotraccia, prima di
prendersi una volta per tutte il
palcoscenico.
In sostanza, il calcio dà, il calcio toglie. Ma il calcio è magico principalmente per un motivo:
resterà per sempre una delle più belle metafore della vita.
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