L'ex capitano nerazzurro Beppe Bergomi ha scelto TMW per salutare e ricordare il terzino tedesco spentosi in queste ore all'età di 63 anni dopo un problema cardiaco.
"L'avevo sentito 15-20 gorni fa e mi aveva detto che sarebbe venuto a vedere Inter-Salernitana.
Avevamo un bellissimo rapporto, ricordo che quando lui veniva in Italia o io andavo in Germania per questioni lavorative, ci incontravamo sempre per mangiare qualcosa insieme.
Era un piacere passare un po' di tempo con lui. Avevamo un rapporto splendido, per questo provo una grande tristezza per la sua scomparsa.
Andy per me era veramente una grande persona, gioiosa, con tanta voglia di vivere", racconta lo Zio.
I ricordi più belli vissuti insieme?
"Sono tanti, ne potrei raccontare una quantità infinita.
Quando eravamo in ritiro ed erano arrivati lui e gli altri tedeschi io andavo spesso in camera loro e cercavo di fargli imparare l'italiano.
Insieme ridevamo e scherzavamo su questa cosa. Quello che mi preme ricordare però è lo spessore della persona, fantastica in tutti gli aspetti".
Ci sono anche ricordi sportivi, però...
"Sul calciatore cosa posso dire...straordinario, era il nostro reale regista.
Gli davi la palla e sapeva sempre cosa fare, non la perdeva mai.
Un'altra sua cosa bella era anche la cultura del lavoro: noi arrivavamo al campo e lui era già lì ad allenarsi, sempre".Bergomi: "Addio Brehme. Il vero regista della nostra Inter, quanti ricordi..."

L'ex capitano nerazzurro Beppe Bergomi ha scelto TMW per salutare e ricordare il terzino tedesco spentosi in queste ore all'età di 63 anni dopo un problema cardiaco.
"L'avevo sentito 15-20 gorni fa e mi aveva detto che sarebbe venuto a vedere Inter-Salernitana.
Avevamo un bellissimo rapporto, ricordo che quando lui veniva in Italia o io andavo in Germania per questioni lavorative, ci incontravamo sempre per mangiare qualcosa insieme.
Era un piacere passare un po' di tempo con lui. Avevamo un rapporto splendido, per questo provo una grande tristezza per la sua scomparsa.
Andy per me era veramente una grande persona, gioiosa, con tanta voglia di vivere", racconta lo Zio.
I ricordi più belli vissuti insieme?
"Sono tanti, ne potrei raccontare una quantità infinita.
Quando eravamo in ritiro ed erano arrivati lui e gli altri tedeschi io andavo spesso in camera loro e cercavo di fargli imparare l'italiano.
Insieme ridevamo e scherzavamo su questa cosa. Quello che mi preme ricordare però è lo spessore della persona, fantastica in tutti gli aspetti".
Ci sono anche ricordi sportivi, però...
"Sul calciatore cosa posso dire...straordinario, era il nostro reale regista.
Gli davi la palla e sapeva sempre cosa fare, non la perdeva mai.
Un'altra sua cosa bella era anche la cultura del lavoro: noi arrivavamo al campo e lui era già lì ad allenarsi, sempre".Autore

Direttore Editoriale
Fondatore e Direttore Editoriale della testata giornalistica Calciostyle.it. Nato a Roma, classe 1981.





