Marco Di Vaio ripercorre le tappe chiave del suo viaggio con il Bologna. Un'incontro, l'arrivo di un allenatore e una vittoria sudata: questi i tre atti.
Di Vaio racconta il suo Bologna
Se doveste ripercorrere le tappe fondamentali di un percorso, quali sarebbero le tre più importanti da ricordare?Alla cerimonia del 'Trofeo di Rastignano', il direttore sportivo rossoblù Marco Di Vaio ha ripercorso con lucidità e passione le tappe principali della sua avventura a Bologna. Un racconto che intreccia passato, presente e sogni finalmente realizzati. E che suona come un percordo da film.
Primo ciak: l’incontro con Joey Saputo (2012)
Immaginate lo scenario: il patron canadese vola da Montreal alla ricerca proprio di voi. Vi offre un progetto da sogno, un’avventura in Canada. E voi? Un po’ titubanti, ma poi. "È stato nel 2012. Era venuto per incontrarmi da Montreal, per cercare di convincermi a lasciare Bologna per andare in Canada. Ero un po' scettico inizialmente. Ma dopo averci parlato ho trovato una persona molto umana, con una visione chiara. E mi ha tolto tanti dubbi".Secondo ciak: l’arrivo di Vincenzo Italiano
Il colpo da maestro. Un allenatore moderno, stratega, studioso. Italiano porta al Bologna un’organizzazione solida e idee offensive. Il risultato? Un’identità di gioco definita. Di Vaio, in merito, dice: "Ha portato grande organizzazione nel nostro gioco, identità, idee offensive. È un allenatore moderno, che studia molto. La squadra con lui ha un'identità chiara".
L'ultimo atto
Terzo ciak: la consegna della Coppa ItaliaIl climax del film: Di Vaio si emoziona nel descrivere il momento del trionfo. Un’emozione che definisce “forse la più bella” della sua carriera. Il discorso finale? “Per un club come il nostro, la Coppa Italia è il massimo”.
Voi, come sigla finale, metteteci ciò che preferite: la colonna sonora del Gladiatore, un vecchio successo italiano o il coro da stadio. Fatto sta che, se la storia del Bologna fosse un film (e uno, in effetti, esiste davvero), oggi si chiuderebbe con un lieto fine: la vittoria in Coppa Italia.
Ma chissà, forse non è ancora l’ultima scena.







