A seguito della sconfitta in casa contro la Lazio per 2-1, la sesta su undici gare, mai peggio di così dal dopoguerra, ci pensa Fabio Capello a rincarare la dose e, se possibile, girare ulteriormente il coltello in una sanguinante piaga con parole assolutamente critiche nei confronti dei rossoneri e di riflesso anche sull'attuale dirigenza. L'ex tecnico del Milan, ora apprezzato commentatore televisivo, ha infatti dichiarato davanti ai microfoni che i giocatori non sono di livello e non possedendo un'adeguata personalità entrano in campo con la paura. Il lavoro di Pioli, così come avevamo ampiamente sostenuto i giorni scorsi, sarà quello appunto di trovare la giusta alchimia con i giocatori al fine di metterli in campo innanzitutto dove vogliono giocare ed in base alle loro caratteristiche, senza ingabbiarli troppo in rigidi schemi che - la storia recente con Giampaolo insegna - non è di certo la soluzione ideale. Intervenuto a Radio Anch'io Capello ha usato toni certamente duri anche su Leao definendosi innervosito dall'atteggiamento della giovane punta portoghese entrato in campo nella ripresa. Il tecnico infatti ha ribadito il fatto che un attaccante, se vuole dimostrare qualcosa, deve capire entrambe le fasi, quella offensiva e quella difensiva senza giocare esclusivamente quando si ha la palla tra i piedi.
Un Fabio Capello avvelenato quindi, ma che non ha fatto altro che evidenziare i limiti che sono sotto gli occhi di tutti da ormai troppe settimane, ossia una squadra senza un'anima, senza una particolare coesione, sicuramente senza troppi campioni degni di indossare una così gloriosa maglia e soprattutto eccessivamente spauriti e la paura porta a sbagliare, cosa che capita domenica dopo domenica con i rossoneri rei di errori grossolani dfifficilmente giustificabili.