
Caso Mbappé, il meme di The Bridge e il comunicato di scuse
La polemica è divampata a seguito della diffusione di un estratto del programma francese The Bridge, nel corso del quale Mbappé aveva commentato un meme che lo ritraeva con il volto sovrapposto a quello di Mao Zedong, definendo l'ex presidente cinese un "dittatore". Un'uscita verbale che ha scatenato un'ondata di sdegno nel Paese asiatico. Per correre ai ripari, l'attaccante dei Blancos ha affidato a un comunicato diffuso in cinese, francese e inglese la propria marcia indietro:"Questa frase è stata poco opportuna e oggi comprendo che ha ferito molte persone in Cina e nella comunità cinese nel mondo. Ho un profondo rispetto per il popolo cinese e sono sinceramente dispiaciuto".
L'ultimatum della CCTV: Liga e partite del Real oscurate
Nonostante il mea culpa dell'attaccante, la reazione di Pechino è rimasta inflessibile. La CCTV ha respinto al mittente le giustificazioni secondo cui il giocatore non avesse intenzione di offendere, sottolineando che le affermazioni del francese "hanno superato i limiti della libertà di espressione". L'emittente statale ha così confermato la sospensione immediata delle trasmissioni della Liga e di qualsiasi match legato a Mb, lanciando un chiaro aut aut al club di Florentino Pérez:"Finché il Real Madrid non presenterà scuse soddisfacenti, non ci sarà nulla di cui parlare".
Nel frattempo, diverse aziende cinesi hanno già reciso i rapporti commerciali con il campione transalpino, mentre il Ministero degli Esteri ha fatto sapere di prendere sul serio le scuse del giocatore, senza tuttavia chiarire se ciò basterà a normalizzare i rapporti diplomatici e mediatici.







