Gigio Donnarumma è stato intervistato in esclusiva a Viva el Futbol dove ha discusso di varie tematiche degli ultimi tempi tra PSG e il suoi esordio.
A seguire l'intervista completa
Le parole di Donnarumma
SITUAZIONE AL PSG
"Ora al PSG va bene, siamo passati in Champions, i playoff erano il primo obiettivo dato che c'era un po' di pressione. La vittoria con il City ci ha dato una bella carica. Non ho mai visto il pubblico spingere così".
CRITICHE
"Ho tanto fastidio quando fai un errore e la gente sta lì a pizzicare proprio sul singolo errore. Quando giochi tanto con i piedi, l'errore lo metti in preventivo. Bisogna capire il rischio, quando fai una partita di Champions, devi capire quando il rischio vale la pena di metterlo in conto, perché la giocata ti può dare un vantaggio".
FINALE EUROPEI
"Avevo troppa fiducia nel fatto che Jorginho avrebbe segnato. Il suo errore mi ha fregato, da lì in poi ho proprio perso il conto e poi ero troppo concentrato, per quello non mi ero accorto che avessimo vinto fino a quando non sono arrivati tutti ad abbracciarmi".
SPINELLI, PREPARATORE INTER
"Se è fortissimo? Sì, assolutamente. Ha fatto due anni con me. Adesso è all'Inter".
LUIS ENRIQUE
"Ho avuto la fortuna di conoscere il mister l'anno scorso, è proprio bello lavorare con lui, come persona, come ti aiuta, come ti fa crescere. E' troppo facile rimanere nella comfort-zone, lui cerca sempre di stimolarti. Lui ti stuzzica e poi capisci che aveva ragione lui. Siamo una squadra giovane, ma forte forte. Abbiamo tanti giovani forti".
ESORDIO
"Sinisa è stato come un secondo papà per me, era troppo importante per me. Avevo finito le fasi finali con la Primavera, mi chiamano a fare il ritiro con la prima squadra. Comincio ad allenarmi, c'era Alfredo Magni, oggi al Monza, come preparatore dei portieri. Avevo visto che il mister voleva calciare, mi metteva in porta, avevo capito che avesse fiducia in me. Si era parlato troppo dei portieri nelle prime partite, mi aveva fatto scaldare con il Genoa. Prima del Sassuolo avevo capito che qualcosa poteva succedere. Mi chiede: "Come stai? Te la senti?". E io: "Sì!". Non ho dormito un c***o, ma proprio per niente. E poi ho chiamato tutta la famiglia a vedermi. Diego Lopez era un portiere importante, essere lì con lui per me era già tanto. Ma sentivo che potesse succedere qualcosa. Poi prendo il gol sul mio palo. Vado al campo il giorno dopo e Sinisa mi chiama in spogliatoio e io penso: 'Porca t***a cosa ho combinato?'. Mi fece vedere un gol subito sul primo palo da Toldo dicendomi: "Vedi, anche i migliori possono sbagliare". Mi ha dato una carica incredibile, una bella botta".
KOLO MUANI
"E' un bravissimo ragazzo, sono troppo suo amico. Quando c'erano voci sulla Juve scherzavo con lui, gli mettevo la canzone sotto, gli attaccavo le figurine della Juve sull'armadietto. Sono contentissimo di come ha iniziato. Per me può fare molto bene, è un attaccante forte".
L’URLO DI RANDAL KOLO MUANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
KVARATSKHELIA
"Ragazzo stupendo, l'ho sentito prima che arrivasse a Parigi. Gli ho detto un po' di cose, dicendogli di scrivermi qualora gli servisse qualcosa. E lui: "Ma sei napoletano" (ride, n.d.r.), abbiamo questa nomea qua. Può fare molto comodo al nostro gioco, ha una qualità superiore. Con l'arrivo di Kvara, cambia modulo? Per me continuerà con il 4-3-3, poi non so cosa deciderà il mister".
QUEL FALLO DI BENZEMA
"Se era fallo? Lascia stare, ma probabilmente ho sbagliato anche io: dovevo rimanere a terra. Non fischi fallo, fanno gol, non lo toglierà mai il gol al Bernabeu con quel pubblico lì. Magari rimanendo a terra, mi è rimasta ancora qua".
COMPETIZIONE
"Pochettino ti metteva in competizione con Keylor Navas, quest'anno sei ancora in discussione, perché al PSG sei sempre insieme ad un secondo con il quale sei in competizione, ti è servito? Io lavoro sempre uguale, non ho bisogno di competizione per rendere al meglio, poi sono scelte loro. Sia che io abbia uno dietro o meno, vado sempre al 100%. E' il mio lavoro, vado al campo prima, faccio il mio lavoro. Se qualcuno mi irrita cosa faccio? Io rispondo, il gruppo portieri deve essere sempre sano, si scherza, si ride, poi si lavora, sennò non si lavora bene".
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