Dopo dieci stagioni e 18 titoli conquistati, la Juve ferma la sua marcia quasi inarrestabile. La debacle è coincisa con il ritorno di Massimiliano Allegri
Il tecnico livornese era tornato a giugno al posto di comando.
Molti tifosi, nonostante le numerose ed innegabili vittorie, hanno storto il naso. Il suo nuovo approdo sulla panchina del club più titolato d'Italia, non ha mai convinto fino in fondo. Certamente, si tratta di una fetta, dell'immensa schiera di tifosi juventini sparsi per il globo. Le accuse mosse verso il mister toscano sono sempre le stesse. "La squadra non ha gioco, e quest'anno non ha vinto nulla". Sul fatto che non abbia vinto nulla, c'è poco da obiettare. Sul gioco, ci sono tanti discorsi da fare. Proviamo a riassumerli.
I motivi del fallimento
La squadra non è ben congegnata e costruita. Allegri ha ereditato una rosa non sua, figlia di scelte scellerate fatte in passato. Ha aggiunto tre pezzi: Vlahovic, Zakaria e Locatelli. È partito malissimo, ma poi ha ottenuto il quarto posto, con un girone di ritorno da scudetto (parliamo di punti fatti).
Cosa può accadere
Ha perso due finali, con tanti infortunati e soprattutto, decise da episodi arbitrali, che in maniera eufemistica definiremo, discutibili. Una parte dei tifosi chiede il suo esonero, come accadde con Sarri e Pirlo.
Stavolta non avverrà.

Massimiliano Allegri ha iniziato a risistemare la squadra. Adesso il mercato estivo sarà molto importante. Se nonostante tutto, la Juventus non tornerà a vincere, allora la richiesta dei tifosi sarà realmente legittima.