Fiorentina avanti, sotto a chi tocca?

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Fiorentina avanti, sotto a chi tocca?
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La Fiorentina è scesa in campo a Brescia per la sesta volta consecutiva con la stessa formazione. Un caso ormai raro nel calcio moderno dove gli allenatori, anche quelli meno affezionati al turnover, propongono spesso nuove soluzioni. Montella ha trovato il bandolo della matassa con il 3-5-2 con la coppia leggera e veloce in attacco Chiesa e RIbery e l'inserimento in difesa di Caceres. Questo modulo, questi undici uomini, ha portato in dote sei risultati consecutivi utili e in tre di queste occasioni la porta di Dragowski è rimasta inviolata. A Brescia però, come nell'ultima sfida interna con l'Udinese, il modulo ha mostrato qualche limite: queste squadre arroccate in difesa hanno chiuso gli spazi e il contropiede ai gigliati, situazione favorevole per i velocisti viola. Domenica con la Lazio, squadra votata al gioco, probabilmente il tecnico napoletano, salve defezioni fisiche, continuerà su questa linea. Presto, però, sarà necessaria un'evoluzione tattica: Vlahovic o Pedro dovranno essere inseriti: il gioco d'attacco spesso manca di un riferimento al centro dell'area.

Giocatori da inserire

Non solo la punta sarà inserita, ma anche altri giocatori in altri ruoli richiedono più spazio. Lunedì col piglio giusto è entrato Sottil, per lui 193 minuti giocati fino adesso, può essere un'alternativa maggiormente d'attacco a Lirola. Boateng stesso, 181 minuti per lui, a Brescia poteva esser inserito prima. Finora oltre a Pedro che deve ancora esordire anche Ghezzal, solo 14 minuti, non ha ancora praticamente visto il campo. Non solo l'attacco, Montella dovrà trovare nuove risorse fisiche anche a centrocampo, dove si spera che la verve di Castrovilli sia duratura. Un reparto numericamente corto dove oltre ai tre moschettieri Badelj, Castrovilli e Pulgar, ha perso spazio il bomber dello scorso anno Benassi, solo 81 minuti giocati, e Zurkowski ha trovato solo qualche scampolo di gioco, 18 minuti. In difesa, Milenkovic, Pezzella e Caceres hanno alzato il muro anche sulla propria titolarità. Ranieri, 97 minuti, e Venuti, 107 minuti per lui, dopo le prime apparizioni hanno perso spazio. Condizione che Ceccherini non ha mai trovato, solo 11 minuti per il difensore livornese.
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