Sono passati ben 36 anni dalla tragica scomparsa di Scirea. Di seguito ripercorriamo tutta la sua carriera in campo con la maglia della Juventus
Quando si pensa ad un capitano della Juventus vengono in mente i solito nomi storici come DelPiero, Buffon, Boniperti, Cabrini e molti altri. Gaetano Scirea è stata una persona prima di un calciatore. Entrato nel giro di poco tempo come uno dei difensori più forti insieme al pacchetto difensivo composto da Zoff, Gentile e, appunto, Cabrini.
Con la Juventus ha vinto ben 9 titoli nazionali (2 Coppe Italia e 7 campionati italiani), è diventato il primo calciatore a vincere tutte le maggiori competizioni UEFA per club. Pilastro anche in nazionale, grazie alla quale è riuscito a vincere la Coppa del Mondo nel 1982 contro la GermaniaOvest. In Europa ha vinto una Coppa Uefa, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Uefa, una Coppa dei Campioni nella tragica notte dell'Heysel e una Coppa Intercontinentale.
La carriera di Gaetano Scirea: dall'Atalanta come attaccante al nuovo ruolo
Ad inizio carriera ha giocato come attaccante ai tempi dell'Atalanta nelle giovanili, ma l'allenatore Castagner ha deciso di cambiargli ruolo, che sarebbe poi diventato uno dei più forti difensori di sempre, accostato anche ad un certo Franz Beckenbauer.
Il suo modo di giocare lo ha reso il giocatore più "pulito" di sempre, con un totale di 11 ammonizioni e nessuna espulsione tra il 1975 e il 1988.
Una serata drammatica calcistica risale sicuramente al 29 maggio 1985, nella finale della Coppa dei Campioni tenutasi allo stadio Heysel nella partita tra Juventus e Liverpool. Il numero 6 ha consigliato ai suoi tifosi di garantire un minimo di compostezza tramite gli altoparlanti. Ha dichiarato di non riuscire a dormire se si pensa a quella notte.
I TIFOSI DELLA JUVENTUS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Nel 1989 Scirea, durante una missione come osservatore calcistico in Polonia bordo della sua auto, schiantatasi contro un camion. All'interno della vettura sono state individuate delle taniche di benzina esplose che hanno causato la morte del calciatore all'età di 36 anni perdendo la propria vita.
Ancora oggi viene ricordato per la sua gentilezza e compostezza sia in campo sia al di fuori, con una personalità e un carattere incredibili. La Juventus gli rende omaggio per quanto fatto ed è entrato a far parte della "Walk of Fame" ossia una dedica ai calciatori bianconeri più forti di sempre.
Vito Pio Romagno
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