L'ex calciatore e ora allenatore Sylvinho ha raccontato la sua esperienza di vita e carriera in una recente intervista rilasciata a gianlucadimarzio.com, sottolineando come i viaggi e i rapporti umani l'abbiano arricchito.
Sylvinho, l'ex calciatore brasiliano, si definisce un "cittadino del mondo". Dopo aver vissuto in Brasile fino a 23-24 anni, ha giocato in Inghilterra, in Spagna, al Celta Vigo e al Barcellona, oltre a fare il collaboratore di Mancini all'Inter e poi nella Selecao. "Ho vissuto di tutto", ha raccontato a gianlucadimarzio.com.
L'approccio con il mondo albanese gli ha ricordato sfumature verdeoro. "Un ambiente quasi brasiliano. A un albanese piace fare due chiacchiere, passare del tempo insieme. Il contatto è parte fondamentale della comunicazione non verbale. Questo sicuramente mi ha facilitato l'inserimento dentro una cultura e un paese che non conoscevo. Anche in Italia è così", ha raccontato.
"Tu diventerai un grande allenatore"
Lo spogliatoio è stata la casa di Sylvinho per 15 anni. Poi la nuova veste, spinto anche da un consiglio. "Ivan Carminati, un ex preparatore atletico di Mancini all'Inter, mi disse: 'Silvio sarai un grande allenatore perché stai facendo un bel percorso'. Io sono un tipo di persone che custodisce queste frasi. Ognuno poi hai propri tempi, così è la vita", ha raccontato.
Il rapporto con Mancini e l'Italia
Mancini e l'Italia. Due costanti nella vita di Sylvinho: "Ci sono alcuni allenatori che ti lasciano qualcosa: alla Pinetina, alla fine di ogni seduta d'allenamento, Mancini faceva 20 minuti di corsa. Io mi aggregavo e parlavamo di qualsiasi cosa, sia per quanto riguarda il calcio giocato – e quindi gli schemi, i posizionamenti – che la vita. Mancini l'ho vissuto sia da calciatore che da collega. Lui è diretto, se ti vuoi dire una cosa lo fa guardandoti negli occhi: è una persona pura. Ha molta personalità: non è mica semplice gestire le rose che ha allenato lui", ha detto.
Per altre notizie sul
calciomercato, clicca qui
Fonte:
Gianluca Di Marzio