Matteo Lavelli arriverà al Penzo mercoledì 28 ottobre, ma con la maglia dell'Inter, capolista insieme alla Lazio: in estate il Venezia lo aveva cercato sul serio.
Come riportato da FcInterNews, nell'ultima sessione di mercato lagunari e Genoa avevano avanzato richieste concrete per il centravanti classe 2006, insieme ad alcuni club di Serie B. La società nerazzurra le ha respinte tutte, e oggi quella scelta vale un'alternativa in più per un attacco senza Lautaro Martinez.
Il no alle pretendenti e la doppia corsia nerazzurra
Invece di mandarlo a fare panchina in un'altra squadra di Serie A, l'Inter ha scelto una strada diversa. Per Lavelli presenze costanti con l'Under 23 di Stefano Vecchi, nel girone C di Serie C, e molti allenamenti con il gruppo di Chivu.
Lo stesso attaccante, il 23 luglio dal ritiro estivo in Germania, aveva detto: «Mi piacerebbe continuare a crescere con questa maglia», pur ammettendo di non avere ancora certezze sul futuro. In Serie C è arrivato anche il gol, all'89' del 2-0 sul campo del Crotone il 15 settembre.
Questo lavoro quotidiano con i grandi lo ha tenuto pronto quando il reparto si è svuotato. Il 15 ottobre, infatti, gli esami hanno evidenziato per Lautaro un risentimento ai flessori della coscia sinistra, e Chivu ha cominciato a pescare dall'Under 23.
Una spizzata dentro la rimonta sulla Fiorentina
Domenica 25 ottobre, a San Siro, Lavelli è entrato all'85' al posto di Barella, con l'Inter sotto per il gol di Jimenez al 65'. Tra gli ultimi minuti e il lungo recupero, il classe 2006 è rimasto in campo più di dieci minuti.
Prima ha recuperato un pallone prezioso all'altezza della bandierina, poi una sua spizzata di testa ha dato il via all'azione decisiva. Dopo il pareggio di Thuram al 91', quella giocata ha portato al fallo di Valdepenas sullo stesso Thuram e al rigore di Zielinski.
Il 2-1 ha riportato i nerazzurri in vetta, e Lavelli sui social ha commentato con un «Pazza vittoria». Appena il giorno prima aveva giocato un'ora da titolare con l'Under 23, nell'1-1 contro il Sorrento.

Chivu: «Andrei piano con i ragazzi»
Nel dopogara Chivu ha spiegato la mossa: «La scelta di aggiungerlo arriva dal fatto che riempivamo poco l'area con le mezzali». Subito dopo il tecnico ha frenato gli entusiasmi: «Abbiamo scelto lui, come potevamo scegliere anche Mosconi».
E ancora: «Andrei piano con i ragazzi, facciamo sempre l'errore di esaltarli per qualche gara». Il peso di quei minuti, però, l'allenatore lo ha riconosciuto: «Oggi vederlo tenere una palla a 40 metri e ottenere una rimessa laterale è tanta roba».
Chivu aveva ipotizzato per lui un ritorno immediato in Under 23. Invece Lavelli salterà il recupero contro la Scafatese per seguire la prima squadra a Venezia.
Da terzino destro a «Pocho»: il percorso di Lavelli
Nato l'8 dicembre 2006 a Vimercate, Lavelli è cresciuto nell'oratorio di Bernareggio, in Brianza. Prima di entrare nel vivaio nerazzurro è passato da Vibe Ronchese, Monza e Renate.
Spinto dal padre Diego, ex calciatore arrivato fino alla Serie C, ha cominciato da terzino destro prima di diventare centravanti. Il 2024 è stato l'anno dello scudetto Primavera, di una tripletta alla Roma Under 18 a marzo e di un ricovero di oltre un mese per meningite.
Il 4 gennaio 2026 Chivu lo ha fatto esordire in Serie A contro il Bologna, all'83' al posto di Thuram, a 19 anni e 27 giorni. «Per me è stato bellissimo, da interista, debuttare a San Siro».
Sui social, per il taglio di capelli e l'assonanza con Lavezzi, i tifosi lo hanno ribattezzato «Pocho».
Al Penzo, dopo lo scontro tra le due pretendenti
Le società che lo volevano in estate si sono affrontate proprio domenica: il Genoa di Daniele De Rossi ha battuto 1-0 il Venezia con un gol dell'ex Ellertsson. Il risultato lascia la squadra di Davide Nicola all'ultimo posto con 3 punti, una settimana dopo la prima vittoria stagionale contro il Napoli.
Mercoledì alle 18:30 Lavelli entrerà in questa storia dal lato nerazzurro. Lautaro non ci sarà né a Venezia né nel derby con il Milan: lo spazio per i giovani dell'attacco, quindi, resta aperto.
Per i tifosi interisti è la prova che trattenerlo ha avuto senso, perché Chivu si ritrova un'alternativa già dentro i meccanismi della squadra. Resta da capire quanto spazio troverà al Penzo: staremo a vedere.







