La crisi arriva anche in Serie A: la distanza dal calcio europeo

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La crisi arriva anche in Serie A: la distanza dal calcio europeo
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La Serie A, con incassi molto inferiori rispetto alla Premier League, rischia di perdere competitività. Serve una riforma economica per rilanciarsi.

Povera Napoli e Serie A povera

Anche quest’anno, come da tradizione, sono arrivati i dati ufficiali sugli incassi dei club nei maggiori campionati europei. Nei numeri rientrano diritti TV e premi legati ai risultati sportivi. Il confronto tra la Serie A e le altre grandi leghe continentali, in particolare la Premier League, è impietoso. Saltano all'occhio, ancora una volta, le difficoltà del calcio italiano a competere sul piano economico. Il Napoli, fresco vincitore del suo quarto scudetto, ha portato a casa circa 70 milioni di euro. Visti così possono sembrare anche tanti. Ma la cifra sembra ridicola se confrontata con i 214 milioni incassati dal Liverpool, campione d’Inghilterra. Ma il dato più incredibile e preoccupante non è neanche questo. Il Napoli ha guadagnato persino meno del Southampton, ultimo in Premier League, che ha incassato 130 milioni, quasi il doppio. E non ci fermiamo qui, perchè ancora più clamoroso è il confronto con il Sunderland. La squadra inglese neopromossa dalla Championship (equivalente alla nostra Serie B), ha incassato ben 235 milioni, ossia più del triplo del Napoli.
Serie A
LA FOMAZIONE DEL NAPOLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Cosa serve

Questi numeri non sono solo statistiche da leggere con stupore. Come è giusto che accada, d'altronde. Ma sono una vera e propria fotografia delle disuguaglianze finanziarie che influenzano profondamente il mercato del calcio europeo. Le squadre italiane, al momento, si trovano in una posizione di svantaggio strutturale. Spesso devono vendere i loro migliori talenti per questioni di bilancio. E soprattutto non possono permettersi investimenti all’altezza delle controparti straniere. Di conseguenza, la competitività sul campo, ma anche la capacità di attrarre e trattenere campioni, ne risentono pesantemente. Non è solo la Nazionale a dover essere rilanciata e rinnovata. Visti anche gli ultimi risultati e il fatto che nessun tecnico voglia prendersi la responsabilità di fallire nell'impresa delle qualificazioni. Quello che serve, è un re-start dell’intero sistema calcio italiano. Come iniziare? Con una profonda riflessione e riforma. Senza un adeguato riconoscimento economico e una maggiore capacità di gestione e investimento, la Serie A rischia di perdere sempre più terreno rispetto alle altre leghe europee. E le ricadute negative su tutto il movimento, saranno solo una conseguenza. Il campionato può anche finire ogni anno e comunque l'anno dopo si ricomincia da capo. Ma la sfida per la sopravvivenza e la crescita del calcio italiano è una partita che va giocata e vinta con coraggio e visione. E ora. Insomma, in queste condizioni, come possiamo pensare di avere un peso a livello europeo? E ancora peggio, a livello mondiale?
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Redazione sportiva dedicata all’informazione calcistica. Si occupa del calcio italiano a tutti i livelli, dei principali campionati europei, di calciomercato, competizioni internazionali e approfondimenti sul mondo del calcio.

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