Milan, Cardinale apre a Zlatan Ibrahimovic, ma le difficoltà ad integrare lo svedese potrebbero essere diverse. Vediamo la situazione
Da
Gerry Cardinale in giù, la presenza di
Zlatan Ibrahimovic sarebbe gradita, anzi caldeggiata. Sappiamo che nell'immediato post derby ci sono stati dei contatti con
Furlani e
Moncada ed il giorno successivo con lo stesso patron di
Redbird.
Tuttavia
Ibrahimovic ha chiesto tempo per sistemare alcuni progetti. Non è un tipo da risposte avventate, quando entra in un progetto lo fa con anima, muscoli e cuore e la decisione di sposare il Milan questa volta da dirigente, è un qualcosa che va pensato, metabolizzato e valutato con attenzione.
Su una cosa siamo certi, le pretese di Ibra sono le stesse di quelle che aveva avanzato
Paolo Maldini, ossia
pieni poteri. E questo già potrebbe andare a cozzare con la mentalità americana della proprietà che non prevede spazio per individualismi, bensì viene premiata la collaborazione, l'insieme di idee utili per uno scopo comune.
Infine andiamo ora a trattare il nuovo
ruolo che potrebbe avere Ibrahimovic. Al momento una suggestione non giustificata da alcuna fonte, ma che si starebbe facendo largo in caso di
dipartita di Stefano Pioli. Ebbene, lo svedese potrebbe andare ad affiancare un tecnico, nello specifico uno tra
Abate o
Bonera, nella gestione della prima squadra.
Una soluzione interna che aveva già approfondito il nostro
Cristiano Mezzi in un suo articolo. Se son rose fioriranno...ma per dovere di cronaca dobbiamo specificare che ad oggi, la posizione di Pioli, quantomeno fino alla fine della stagione, non è ancora in discussione.