Alzi la mano chi avrebbe immaginato un inizio di stagione cosi negativo da parte di Piatek, io no di certo e nemmeno la quasi totalità dei tifosi rossoneri, dirigenza compresa. Quello che il Milan si trova in casa, più precisamente negli spogliatoi, è un vero e proprio problema, dopo ormai due mesi dall’avvio del campionato non possiamo più discutere di partita storta, dobbiamo metterci di fronte al fatto concreto che il Pistolero ha un problema ed è un problema. Soli tre gol in questa stagione di cui due su rigore non sono sufficienti soprattutto se aggiunti a prestazioni mai del tutto soddisfacenti gravate da errori grossolani sotto porta, da tiri imprecisi dalla distanza e, concedetemelo, da scarsa professionalità durante certi suoi atteggiamenti.
Ma chi è il vero Piatek? Quello capace alla prima stagione in serie A di stupire tutti con una caterva di gol oppure quello visto in questi ultimi mesi, precampionato compreso? Il dubbio attanaglia i tifosi e preoccupa la società che deve valutare se continuare ad affidarsi all’attaccante polacco o cedere alle lusinghe di numerosi club europei, Manchester United in primis, che lo vorrebbero per rinforzare l'attacco. Pioli sembra voler o recuperare, quantomeno ci prova schierandolo titolare, ma l’impressione è che qualcosa si sia rotto e tra le righe si potrebbe intercettare un suo eventuale desiderio di cambiare aria.
Le parole del padre
A preoccupare ed avallare al tempo stesso la tesi che Piatek voglia partire sono le parole del padre il quale ha dichiarato che il figlio vuole la Champions e vuole riportare il Milan ad alzarla, però al tempo stesso vuole cambiare per crescere ulteriormente. Sostiene che il figlio abbia il desiderio di cambiare aria e che non stia giocando sereno, proprio perché non sente la fiducia dei compagni e del club intorno a lui. E vorrei ben vedere, aggiungo io, dopo un inizio di stagione del genere. Il problema va affrontato, grande onere che potrebbe poi sfociare in onore, spetterà al tecnico Pioli che con dialogo e comportamenti dovrà cercare di riportare sulla retta via il polacco, consapevole che il suo probabilmente è più un problema di testa che altro.