Da settimane si ventilava la possibilità di vederlo esordiente in Serie A e ieri è successo contro il Verona, gara difficile e fin da subito apparsa in salita. Il 2 febbraio 2020 non verrà di certo ricordato dai tifosi come una data storica, ma avrà comunque una certa valenza negli annali del calcio in quanto continuerà di fatto la dinastia dei Maldini ad opera di Daniel Maldini, figlio di Paolo esordiente nel 1985 e nipote di Cesare debuttante nel 1954. Un’emozione vedere il rampollo in campo, sebbene l’idea di schierarlo durante una partita in salita, nonostante la superiorità numerica, è stata di certo coraggiosa da parte del tecnico Pioli il quale ha tolto dal campo uno degli uomini migliori come forma fisica, vale a dire Samu Castillejo. Di certo questo cambio non è stato visto di buon grado da parecchi tifosi, ma questo la dice lunga sulla fiducia che la dirigenza ripone verso il ragazzo classe 2001 capace di fare la differenza nel campionato Primavera dove ha già realizzato 8 reti in questa stagione. Con la presenza in campo di ieri, Daniel Maldini è di fatto il primo giocatore nato negli anni duemila ad esordire con il Milan nella massima serie.
Le parole di Daniel
Grande emozione negli occhi di Maldini junior al termine della gara pareggiata contro il Verona il quale davanti alle telecamere riporta il grande lavoro del padre nel tranquillizzarlo durante le ore antecedenti l’ingresso in campo, ore concitate dove tensione e pressione salivano in maniera esponenziale secondo dopo secondo. Maldini si ritiene comunque soddisfatto e felice a livello personale, un po’ meno a livello di squadra perché ieri servivano e volevano tutti i tre punti che purtroppo non sono arrivati. Avrà sicuramente altre possibilità per mettersi in mostra, il debutto c’è stato, la trada è tracciata.