Milan, i rossoneri si sbarazzano in sei bocconi del Sassuolo e dimostrano di avere intrapreso una strada nuova, con più luce.
Sei reti, una vittoria in
Coppa Italia sulla carta scontata, ma non per come è arrivata.
Diciamocela tutta, nessuno pensava che il
Milan non facesse risultato al
San Siro, ma una vittoria così tonda, strameritata dall’inizio alla fine, combattuta, onestamente è andata oltre ogni più rosea aspettativa.
Mi direte,
sì ma contro Empoli e Sassuolo…Vero, ma a me preoccupa poco la singola partita, ma mi esalta il
trend positivo e il
diverso approccio alla gara.
Due mesi fa ce lo saremmo immaginati un
Rafael Leao a difendere nella sua area piccola, o un qualsiasi giocatore aggredire l’avversario al 90esimo dopo che si sta vincendo 6-1 contro una squadra di Serie B? La risposta è no, non ce lo saremmo immaginati e non sarebbe soprattutto mai accaduto.
La squadra è in salute, fortemente cresciuta in condizione ed ogni singolo interprete, forte di questo, non si limita a fare il compitino, ma finalmente gioca a calcio.
Come ho criticato aspramente
Fonseca per il non gioco contro
Parma e
Csgliari, non posso che elogiarlo per la
gestione Leao. Non abbiamo molti dettagli sulle parole che i due si siano detti, a parte vedere le panchine del portoghese, ma il fine giustifica i mezzi e Leao oggi è un giocatore più forte di prima.
Fondamentale anche la
crescita di Reijnders in mezzo al
campo, soprattutto se i suoi compiti non sono quelli di contenere l’avversario, ma di creare gioco. Lo scorso anno, complici troppi lanci lunghi, la sua figura veniva un po’ saltata, con la
costruzione dal basso è ora parte integrante e fulcro di tutto quello che accade a centrocampo, con licenza di far male in avanti.
L’impressione è che finalmente il Milan dia diventato una squadra e non un’accozzaglia di giocatori che sembravano trovarsi insieme per la prima volta e perdipiù senza uno schema di gioco.
Come scritto prima,
Fonseca ci ha messo del suo, ma ci sta mettendo decisamente del suo a recuperare una partenza disastrosa influenzata da
scelte tecniche scellerate e che in Serie A si pagano.