All’alba del 16 novembre siamo ancora a raccontare della situazione che ruota intorno ad Hakan Calhanoglu, il tanto decantato rinnovo non c’è ancora stato, né a questo punto credo che ci sarà. Il Milan continua ad essere fermo sulla sua posizione, ossia propone un prolungamento di contratto a 3,5-4 milioni a stagione bonus compresi, l’entourage del giocatore rifiuta l’offerta e ne chiede addirittura 7. Difficile trovare sintonia sulle base di una differenza così ampia, ma di chi sono le colpe di questa fallimentare gestione?
Un errore arrivare a questo punto
Innanzitutto non possiamo non evidenziare l’errore della dirigenza la quale avrebbe avuto il dovere di discutere in altri tempi del rinnovo del trequartista turco, ma bisogna anche porci una domanda, qualcuno si sarebbe immaginato un exploit del genere dal dopo lockdown fino ad oggi? Probabilmente Paolo Maldini avrebbe voluto rinnovare convinto che pochi altri club potessero essere interessati ad un giocatore che fino a marzo di quest’anno aveva condotto partite a luci ed ombre, ed invece sappiamo tutti cosa è successo.
Il ruolo di Stipic
Gordon Stipic, attuale agente di Calhanoglu, vuole portare il turco fuori da Milano, quantomeno lontano dalla sponda rossonera e lo dimostra il fatto che per il rinnovo del giocatore chiede 7 milioni di euro, quasi il triplo rispetto a quanto percepito finora. Portando via il trequartista a parametro zero non vedrebbe che accresce le sue commissioni quindi la transazione sarebbe per lui assolutamente vantaggiosa.
Cosa accadrà
Difficile al momento dire cosa accadrà, sta di fatto che più passano i giorni e meno ci sono possibilità di trovare un accordo, a meno che sia Calhanoglu a fare un passo indietro per rimanere al Milan, come ha sempre sostenuto di volere fare. L’amicizia con Ibrahimovic potrebbe giocare un ruolo determinante, ma ben sappiamo che nel calcio moderno, quando ci sono di mezzo i soldi, spesso i sentimenti vengono messi in secondo piano. Manchester United, Atletico Madrid, ma anche Inter e Juventus parrebbero avere “gli argomenti giusti” per convincerlo.