Milan, arriva un altro passo falso in campionato. Questa volta contro la Cremonese. ma la posizione di Stefano Pioli sembra essere ben definita dalla dirigenza.
Nel
day after la gara contro la
Cremonese, uno dei principali imputati è proprio il
tecnico Stefano Pioli. Il parmense è infatti accusato di essere la causa del pareggio di ieri sera contro un'avversaria rispettabile, ma di certo non di prima fascia quale la
Cremonese di
Ballardini distante in campionato di
37 punti e penultima a 4 punti dalla
Sampdoria.
Troppo turnover contestano i
tifosi. E non è la prima volta, aggiungono. La strategia di Pioli ovviamente era quella di far rifiatare i suoi campioni in vista dei prossimi impegni di Champions League. Atteggiamento nobile, se non fosse che i tre punti di ieri sera servivano come il pane, avendo in seguito una delicatissima gara contro la
Lazio dall'esito incerto.
In caso di sconfitta, o di non vittoria, tra le mura amiche dello stadio San Siro, la situazione si complicherebbe ulteriormente. Ed a maggior ragione, siccome contro la Lazio l'obbligo sarà vincere, Pioli dovrà schierare sabato la formazione migliore, a pochi giorni dall'impegno di andata contro l'
Inter.
La domanda che si sono posti in molti,
non era meglio schierare ieri sera i titolari, mettere fieno in cascina per la Champions e magari sabato effettuare un minimo turnover? La risposta è impossibile da dare perchè con il senno di poi siamo tutti bravissimi e soprattutto siamo tutti allenatori quando le cose non vanno bene. Ma il dubbio è legittimo e rimane.
Dubbi che sembra invece non avere la dirigenza sulla riconferma di Stefano Pioli. Il tecnico gode infatti di
massima fiducia e sarà lui l'allenatore della stagione 2023/2024. Fonti molto vicine al mondo Milan riferiscono che la sua permanenza è certa, anche in caso di non qualificazione alla Champions League. Cosa che di fatto andrebbe a ridimensionarne il mercato, ma non andrebbe a scalfire un rapporto molto solido tra l'allenatore, la dirigenza, la proprietà ed i giocatori stessi. Giusto o sbagliato, come sempre sarà il campo a dare l'ultimo verdetto.