Il Milan segue Alex Scott per il futuro del centrocampo. Il classe 2003 del Bournemouth è uno dei profili osservati dai rossoneri, che avevano programmato una missione per seguirlo da vicino con l'Inghilterra prima dell'infortunio muscolare accusato dal giocatore.
Il suo nome viene inevitabilmente collegato al dopo Luka Modrić, ma il punto non è trovare una copia del croato. Scott ha caratteristiche differenti e rappresenterebbe un cambio generazionale anche nel modo di costruire la mediana: più intensità, recupero del pallone, conduzione e duttilità.
Perché piace Alex Scott
Nato a Guernsey il 21 agosto 2003, l'inglese è cresciuto nel Bristol City prima di trasferirsi al Bournemouth nell'estate 2023.
Può giocare davanti alla difesa, da centrocampista centrale oppure in una posizione più avanzata. Una versatilità che gli permette di partecipare alla costruzione, accompagnare l'azione e incidere nella fase senza palla.
È qui che emerge la principale differenza con Modrić. Il croato costruisce gran parte del proprio gioco sulla gestione dei tempi, sulla qualità tecnica e sul controllo del possesso. Scott porta invece maggiore intensità nei duelli, nel pressing e nelle riconquiste.
Per il Milan, quindi, puntare sul classe 2003 significherebbe affrontare la successione di Modrić attraverso caratteristiche diverse, modificando gli equilibri del centrocampo anziché cercare un sostituto identico.
I numeri spiegano il profilo di Scott
L'inizio della Premier League 2026/27 aiuta a capire perché il centrocampista abbia attirato l'attenzione.
Nelle prime 5 presenze Scott ha giocato 446 minuti e segnato un gol. Ha completato 250 passaggi con l'82% di precisione, aggiungendo numeri importanti anche nella fase difensiva.
Il 23enne ha vinto 33 duelli, effettuato 9 tackle e registrato 8 intercetti. Sono dati che descrivono un centrocampista coinvolto nelle due fasi e già abituato all'intensità della Premier League.
Non soltanto qualità nella gestione del pallone, quindi. L'inglese offre presenza fisica, capacità di recuperare il possesso e la possibilità di occupare più posizioni senza modificare completamente l'assetto della squadra.

Dalla Premier all'Inghilterra
La crescita con il Bournemouth ha portato Scott anche nella nazionale maggiore.
Il centrocampista ha debuttato con l'Inghilterra il 29 settembre, entrando al 70' nella vittoria per 2-0 sulla Repubblica Ceca. Quattro giorni più tardi Thomas Tuchel lo ha schierato per la prima volta dall'inizio contro la Croazia, nella gara di Nations League vinta 7-0.
Contro i croati Scott è rimasto in campo per 70 minuti, giocando accanto a Elliot Anderson. Un altro passaggio importante nella crescita di un giocatore che, nel giro di poche settimane, ha consolidato il proprio ruolo al Bournemouth ed è entrato nel gruppo inglese.
Subito dopo è arrivato però lo stop. Il problema muscolare alla coscia può tenerlo fuori per circa due mesi e ha costretto il Milan a rinviare la prevista osservazione dal vivo.
Il dopo Modrić può cambiare il centrocampo
È proprio il profilo di Scott a rendere interessante la pista rossonera. Il Milan guarda a un giocatore di 23 anni, già titolare in Premier League, entrato nel giro dell'Inghilterra e capace di interpretare più ruoli nella zona centrale del campo.
Il collegamento con Modrić riguarda quindi soprattutto il futuro della mediana. Dal punto di vista tecnico l'inglese porterebbe qualcosa di diverso: più corsa, pressione, recupero del pallone e presenza nei duelli.
La sua candidatura racconta così una possibile evoluzione del progetto rossonero. Il dopo Modrić potrebbe non essere affidato a un altro regista con le stesse caratteristiche, ma a un centrocampo più giovane, dinamico e intercambiabile, nel quale compiti e responsabilità vengano distribuiti in modo diverso.







